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Al convegno Uea, dibattito su titolarità dei dati e privacy

Incertezza normativa e concentrazione del mercato gli ostacoli principali

14/05/2012
Vogliamo fare luce su una situazione che al momento appare confusa, anche sul fronte della giurisprudenza - ha affermato il presidente dell'Unione europea assicuratori, Filippo Gariglio, nel corso del 34° congresso nazionale Uea - "poiché stiamo parlando di un tema da cui dipenderà l'identità e il ruolo dell'agente in quanto intermediario professionale". 

Le questioni affrontate dal convegno, organizzato nei giorni scorsi a Lecce, sono state in particolare la titolarità delle informazioni relative ai clienti e la privacy dei dati anche alla luce di un contesto normativo in continua evoluzione. 

Punto di partenza è stata l'analisi dello scenario italiano in cui l'80% della raccolta Rc auto è gestito da un gruppo di sole dieci compagnie. Un mercato fortemente concentrato, ma non per colpa dell'intermediazione, ha sottolineato Pierpaolo Marano, avvocato e professore dell'Università Cattolica di Milano, ricordando come "in Germania il 65% del mercato danni è intermediato dagli agenti, ma questo non crea nessun problema, poiché c'è una bassa concentrazione dal lato delle compagnie, che si fanno concorrenza tra loro". Una dinamica che spinge l'innovazione, aumenta il numero dei prodotti sul mercato e la mobilità degli assicurati. "Va da sé - ha concluso Marano - che il recente obbligo di presentare tre preventivi, unico caso al mondo in cui un operatore è obbligato ad agire contro il proprio interesse, non risolve il problema".

Sul ruolo degli agenti è intervenuto Michele Vellano - professore ordinario di diritto dell'Unione Europea e avvocato presso lo Studio Tosetto, Weigmann e Associati - sostenendo l'impossibilità di considerare agente un mero raccoglitore di dati per conto altrui e la necessità di "chiarire in via preventiva con le compagnie, magari attraverso accordi di categoria, come trattare i dati raccolti".

Anche sul tema privacy la situazione appare tutt'altro che definita: "le norme cambiano continuamente e questo mette seriamente in difficoltà chi deve dare un'interpretazione - ha rimarcato Rigel Langella, avvocato e giudice presso il Tribunale di Velletri. "La Corte di Cassazione si è opposta ad un'estensione indiscriminata della proprietà intellettuale, mentre la stessa normativa europea, tende a confermare la titolarità dei dati in capo a chi determina la finalità della raccolta, intermediari assicurativi compresi".

Il regolamento Isvap 5/2006 stabilisce l'obbligo di adeguatezza del contratto assicurativo rispetto alle caratteristiche del cliente, di cui l'agente deve acquisire informazioni utili conservandone traccia. "Ma come potrebbe fare tutto ciò senza la titolarità dei dati?" - ha rilevato Roberto Conforti, vicepresidente di Uea, ponendo analoghi dubbi sull'obbligo di presentazione dei tre preventivi. "L'assicurato dà il consenso al trattamento dei propri dati all'intermediario, non alla compagnia, nell'ambito della relazione cliente-agente. È chiaro che la questione della privacy, come la poliennalità dei contratti, serve alle compagnie per difendere i portafogli: un atteggiamento lesivo delle concorrenza che ingessa il mercato".

Se è vero che il legislatore non perde occasione per ribadire i principi della concorrenza e della centralità del consumatore, "nei fatti però nessuno si impegna a rimuovere i vincoli che impediscono una reale competizione - ha infine concluso Gariglio - e questo costituisce un serio ostacolo alla libertà del mercato, a scapito dell'assicurato".


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