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Solvibilità, compagnie italiane meglio di quelle europee

Stando al primo bollettino dell’istituto, il valore mediano del mercato italiano si attesta al 226%, superiore al 215% del settore europeo

15/02/2019
Ha preso il via ieri il nuovo bollettino statistico Il reporting Solvency II, pubblicazione annuale curata dall’Ivass che conterrà informazioni su attivi, investimenti, riserve tecniche e solvibilità di imprese e gruppi assicurativi italiani. I risultati, come si evince dal titolo scelto, saranno calcolati secondo i criteri di valutazione e compilazione previsti a livello europeo da Solvency II.
Secondo i numeri del bollettino, a giugno 2018 il valore mediano del requisito patrimoniale di solvibilità individuale (Scr) si attestava al 226%, leggermente superiore al 215% fatto registrare a livello europeo. Gli investimenti delle imprese italiane vigilate dall’Ivass ammontavano a 842 miliardi di euro: i titoli di Stato italiani si sono intestati il 43,8% della somma, una quota pressoché inalterata rispetto al primo semestre del 2017, mentre a obbligazioni societarie e organismi di investimento collettivo (Oicvm) sono andati rispettivamente il 20,2% e l’11,6% degli investimenti complessivi. 
Le riserve tecniche, infine, si sono attestate a 736 miliardi di euro, ripartite tra il 93% del ramo vita e il 7% del ramo danni. Nel vita, in particolare, si è registrato un aumento delle riserve tecniche per il ramo III, quello che racchiude soluzioni unit e index linked. Per quanto riguarda il danni, l’istituto guidato da Salvatore Rossi ha invece sottolineato la variazione negativa delle riserve tecniche che ha riguardato i rami Rc auto (-5%) e Rc generale (-9%).

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