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La prevenzione secondo Ania

Presentati a Roma tutti i progetti messi in campo dalla fondazione del comparto assicurativo in termini di protezione e crescita di famiglie e imprese. In una logica di partenariato pubblico-privato nei diversi ambiti

07/06/2018
Dall’esoscheletro alla previsione dei terremoti, dalla mano bionica al laboratorio di innovazione. Sono solo alcune delle azioni messe in campo dall’Ania, e presentate alla stampa martedì scorso nella sede romana, con cui gli assicuratori vogliono svolgere in modo nuovo il proprio ruolo, anche sociale. In un momento di forte discontinuità nel nostro Paese, è necessario che ognuno dia il proprio contributo e l’industria assicurativa, ha spiegato la presidente di Ania e Fondazione Ania, Maria Bianca Farina, intende assolvere alla propria mission di messa in sicurezza dei risparmi degli italiani, di investimento nell’economia reale e di protezione di famiglie e imprese dai rischi della vita: “se un Paese è protetto, ha più risorse da dedicare allo sviluppo”. 
Ed è in questa direzione che sta operando la Fondazione Ania, nata nel 2014 con l’obiettivo di ridurre gli incidenti stradali (in 15 anni il numero dei morti sulle strade si è dimezzato, da 7000 a 3400), e che oggi sta estendendo la “forza della prevenzione” a tutti i settori del welfare, grazie anche al laboratorio di innovazione che studia come supportare al meglio i cittadini.

CHECK-UP IN PIAZZA E IN FIERA 
Molte le iniziative svolte dalla Fondazione, tra cui lo Street health tour, la manifestazione itinerante che mira a promuovere la cultura del viver sano, favorendo la consapevolezza e la piena responsabilità nei confronti della propria condizione fisica: 13 milioni di italiani si curano in ritardo o rinunciano per difficoltà di accesso alla sanità pubblica, il 32% è in sovrappeso, il 30% conduce una vita del tutto sedentaria. Il progetto ha previsto l’allestimento, nelle principali piazze delle città italiane, di postazioni con personale medico specializzato per effettuare 6400 check-up gratuiti su vista, udito, cuore, tiroide, concentrazione di monossido di carbonio nei polmoni, test sull’osteoporosi e valutazioni preventive per malattie neurocognitive. 
Vi è poi la partecipazione ai grandi eventi, come il Meeting di Rimini (19-25 agosto), dove si affronterà il tema della sicurezza stradale con l’utilizzo di simulatori di guida per migliorare la correttezza delle manovre e valutare i rischi di guidare in stato psicofisico alterato.
E infine il Tennis and friends (13-14 ottobre) al Foro Italico di Roma, orientato alla prevenzione attraverso un’attività divulgativa e informativa, supportata da spazi dedicati a check-up e visite specialistiche.

DAI BAMBINI AGLI ANZIANI 
Molto importanti sono le collaborazioni nell’ambito della salute: con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, per sensibilizzare il corretto trasporto dei bambini sulla strada e supportare la ricerca sulle malattie rare che colpiscono l’infanzia; con il Campus biomedico, per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, principale causa di morte, ma soprattutto per l’utilizzo della telemedicina sugli anziani che ha portato alla creazione di protesi ad alta tecnologia (mano bionica) che regalano una sensorialità avanzata. Con la Fondazione Santa Lucia, invece si sta lavorando per sensibilizzare e prevenire i disturbi neurocognitivi di malattie neurodegenerative, che coinvolgono indirettamente tre milioni di persone e la cui cura si stima in 11 miliardi l’anno. Tra queste patologie primeggia l’Alzheimer (il 54% della popolazione europea è a rischio) che conta 600mila malati e una spesa per il 73% a carico delle famiglie.

IL PRONTO SOCCORSO DI CHI SOFFRE 
Di grande sensibilità è il progetto Ania cares, ideato in collaborazione con L’Università La Sapienza di Roma e con la Polizia stradale, per fornire assistenza psicologica alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari. “Si tratta di un protocollo innovativo per l’Italia”, ha spiegato Umberto Guidoni, segretario generale di Fondazione Ania, che consente a chi ha perso un congiunto di avere un supporto psicologico gratuito, svolto da oltre 100 psicologi formati dai maggiori esperti mondiali di psicologia del trauma. Una formazione che sarà estesa anche a forze dell’ordine, medici legali e liquidatori assicurativi, garantendo così un approccio integrato ma differenziato rispetto ai differenti momenti di contatto con le vittime.

LA TECNOLOGIA CHE ASSISTE 
Molto innovativo è il progetto Un passo in avanti, messo a punto con la Fondazione Università Foro Italico di Roma, riservato a coloro che hanno subito lesioni al midollo spinale a seguito di un incidente stradale e che prevede l’utilizzo di un esoscheletro robotico per trascorrere alcune ore della giornata in posizione verticale e muoversi: “un progetto che rientra nel campo dell’assistenza più che della prevenzione”, ha sottolineato Farina.

PIÙ SICURI SU DUE E QUATTRO RUOTE 
Un capitolo a parte è quello della sicurezza stradale: nel 2016, in Italia, si sono registrati oltre 175mila incidenti stradali, in cui sono morte più di 3000 persone, in media, nove persone al giorno. Su questo, sono due i progetti: Ania Campus, realizzato con il ministero dell’Istruzione, un tour che ha coinvolto migliaia di studenti delle scuole superiori di varie città italiane per diffondere una nuova cultura del rispetto delle regole della strada attraverso l’utilizzo di simulatori e lezioni con istruttori professionisti e formatori; e il progetto Neopatentati che ha regalato 7000 corsi di guida sicura, contribuendo a ridurre del 25% le morti dei giovani su strada. Forte è anche l’impegno per la sensiblizzazione e formazione degli utenti deboli (pedoni e chi va su due ruote) dal momento che, nel 2016, si sono avuti 570 morti tra i pedoni, 773 sulle due ruote a motore e 275 sulle biciclette: qui è nata una collaborazione con la Federazione ciclisti italiana, per la mitigazione dei rischi stradali per chi va in bici.

OCCHIO AL DENARO! 
Sempre nelle scuole, molto importante è l’iniziativa di Wealth education, realizzata in tandem con La Sapienza di Roma, focalizzata sulla ludopatia (un fenomeno che interessa i bambini a partire dai nove anni di età) e che ha l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sui rischi del gioco e su un corretto utilizzo del denaro per scongiurare sprechi ma anche fenomeni di usura. Infine, sulle catastrofi naturali l’accordo con Anci ha prodotto la diffusione di un vademecum (anche via app) con indicazioni sulla gestione del rischio sismico ma soprattutto si sta portando avanti una ricerca con il Cnr per la previsione dell’evento sismico. Molte dunque le iniziative, realizzate in ottica di partenariato con le istituzioni dei diversi ambiti e sintetizzate in due parole: prevenzione e sicurezza. “Così cresce il Paese – ha concluso la presidente di Ania – e così siamo certi di poter contribuire al suo sviluppo in maniera attiva e seria”.


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