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Graduatoria Ania, chi sale e chi scende nella raccolta 2017

Nella classifica dei gruppi torna al primo posto Generali; nel vita è leader Intesa Sanpaolo mentre nei danni (e nell’auto) il primato è sempre nelle mani di Unipol

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Dopo l’exploit dello scorso anno, Poste Vita lascia il posto al gruppo Generali. Il Leone di Trieste, infatti, è tornato a guidare la classifica dei premi contabilizzati (danni e vita) nel 2017. A renderlo noto è l’Ania che ha pubblicato la sua Graduatoria premi 2018. Per la realizzazione della graduatoria per gruppi di imprese secondo l’albo gruppi dell’Ivass l’associazione delle imprese assicuratrici ha considerato tutte le compagnie che hanno risposto alla rilevazione siano esse nazionali, rappresentanze di imprese europee (69 su un totale di 103 per una quota di mercato stimata del 90%) ed extra-europee. Sommando i premi contabilizzati nei rami danni e vita, la graduatoria vede Generali al primo posto con oltre 23 miliardi di euro di premi, con un’incidenza del 15,1% sul totale del mercato. Alle sue spalle Intesa Sanpaolo Vita, con 22,9 miliardi (15% del mercato); segue Poste Vita, che lo scorso anno era in vetta, con 20,4 miliardi (13,3% del mercato); al quarto posto c’è Allianz, con 14,8 miliardi (ma nel computo completo per gruppo di imprese ne conta 16); chiude il quintetto di testa il gruppo Unipol, che ha contabilizzato 12,2 miliardi di premi. Nella lista dei primi dieci gruppi sono inoltre presenti Axa (5,9 miliardi), Aviva (5,7 miliardi), Cattolica (4,9 miliardi), Reale Mutua (4 miliardi) e Bnp Paribas (3,8 miliardi).

Unipol è sempre prima nell’auto

Per quanto riguarda i soli rami danni, la posizione di testa resta saldamente nelle mani di Unipol: con una raccolta in lieve crescita (+0,7%), il gruppo di Bologna raccoglie il 21% dei premi totali (7,7 miliardi). Alle sue spalle il gruppo Generali (che registra un calo del 2,2%, e conta 5,7 miliardi) e Allianz (anch’essa in calo, -1,3%, con 4,5 miliardi); al quarto e quinto posto troviamo Reale Mutua (+1,4%) e Cattolica (+2,2%); seguono Axa (+2,9%), Zurich (-2.4%), Vittoria (in crescita del 6,2%), Groupama (+4%) e il gruppo Itas (+6%).
Analizzando, nello specifico, la sola raccolta Rc auto, la classifica è guidata anche in questo caso da Unipol, con il 25,1% del totale del mercato (-2,9% sul 2016); seguono Allianz (16,4% del mercato, -5,2% sul 2016), Generali (12,3%, -6,1% sul 2016), Cattolica (in controtendenza, cresce dell’1,2%, con il 6,9% del mercato), Reale Mutua (5,4% del mercato, -0,3% sul 2016), Axa (+2,5%, con il 5,1% del mercato), Vittoria (anch’essa in crescita, +4,3%, con il 4,8% del mercato). Chiudono il gruppo dei primi dieci Groupama, Zurich e Itas.

Rami vita, un mercato in calo

Osservando la raccolta totale nei soli rami vita si registra un generale trend di flessione. A guidare la classifica, anche nel 2017, è Intesa Sanpaolo (in calo del 5,9%), la cui raccolta rappresenta il 19,4% del totale. A completare il podio sono Poste Vita (che cresce del 2,2%) e Generali (in diminuzione del 3,4%). In quarta, quinta e sesta posizione Allianz (+12,7%), Aviva (+12,6%) e Unipol (-36,9%); chiudono la top ten Axa (-9,3%), Bnp Paribas (-4%), Mediolanum (+8,7%) e Cattolica (+8,3%).

Distribuzione, cala lievemente il peso degli sportelli bancari

Per quanto riguarda i canali di distribuzione, nei rami danni la classifica è guidata in maniera solida dagli agenti, che hanno intermediato più di 24,6 miliardi di premi, pari al 76,3% del mercato (nel 2016 questa quota era al 77,1%); se si osserva il solo ramo Rc auto, seppur in calo dell’1,3% sull’incidenza complessiva, la raccolta delle agenzie è pari all’83,8% del totale (13,4 miliardi di premi). Ai broker, che hanno intermediato premi danni per circa 3 miliardi di euro, va una quota dell’9,3% (+3% sull’anno precedente), lievemente superiore a quella della vendita diretta (2,5 miliardi di premi). Gli sportelli bancari hanno raccolto 1,9 miliardi di premi (6,1% del mercato), mentre i promotori finanziari 91 milioni (+39,9% rispetto al 2016). Decisamente diversa la situazione relativa ai rami vita, dove gli agenti hanno il 13,6% del mercato (era il 14,2% nel 2016), con 12,6 miliardi di euro di premi; i broker totalizzano 322 milioni (0,3% del totale), la vendita diretta 5,9 miliardi (6,4% del totale), mentre sono buone le performance dei promotori finanziari, con 14,7 miliardi rappresentano il 15,9% del totale, in crescita rispetto all’incidenza del 14,6% registrata nel 2016. Come ovvio, la parte del leone la continuano a fare gli sportelli bancari che con 59,3 miliardi rappresentano il 63,8% del totale dei premi intermediati (era il 65,2% nel 2016).

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