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Anapa, l'evoluzione nel segno della continuità

Riconfermati Vincenzo Cirasola e il suo direttivo al secondo congresso nazionale dell’associazione, che si è svolto ieri a Roma alla presenza di compagnie e istituzioni. Tutti concordi sulla necessità per gli agenti di puntare sulla professionalità e su una consulenza di valore per evolvere, anche nel welfare

15/11/2018
Condivisione, ma anche momenti di confronto hanno animato, ieri a Roma, il secondo congresso nazionale di Anapa Rete ImpresAgenzia, che ha riconfermato Vincenzo Cirasola alla presidenza e il suo direttivo alla guida dell'associazione.
Gestire il cambiamento nel segno dell’evoluzione è stato il tema focale di questo secondo appuntamento congressuale, dove istituzioni e imprese assicurative hanno sottolineato la necessità di incrementare la professionalità dell’agente e il valore consulenziale da offrire al cliente, per restare sul mercato da protagonisti.
La giornata è stata aperta dal padrone di casa, Cirasola, il quale ha ripercorso le tappe dell’associazione, a partire dalla nascita, nel 2012, con l’intento di “fare associazionismo in modo differente”, fino all'unificazione, nel 2015, con Unapass Rete impresAgenzia grazie al contributo di Massimo Congiu, “un grande guerriero”, alla cui memoria il consiglio direttivo ha istituito una raccolta fondi per finanziare la ricerca e la prevenzione oncologica, come ha testimoniato la moglie, Rosa, in un momento di grande commozione e partecipazione della platea.

Rimettere l’intermediario al centro


Nella sua relazione, il presidente ha ricordato il lavoro svolto dall’associazione nell’ultimo triennio e i fronti ancora aperti, come quello del Fondo pensione agenti, su cui Anapa attende riscontro da Fonage, ma anche del rinnovo del contratto nazionale agenti, sul quale Maria Bianca Farina, presidente dell'Ania, si è dichiarata disponibile a “trovare insieme una cornice di riferimento, da sottoporre prima all’Antitrust”. Cirasola ha anche sottolineato l’azione svolta nei confronti delle istituzioni con importanti risultati, tra i quali cita “l’abolizione dell’emendamento sull’abrogazione del tacito rinnovo e la proroga dell’entrata in vigore della Idd”, ma anche “la soppressione dell’obbligo di versamento dei premi direttamente sui conti delle imprese, della cosiddetta hard disclosure” (l’obbligo per gli intermediari di comunicare gli importi relativi alle provvigioni e agli incentivi) e del termine imparzialità. Sul futuro, Cirasola, ha affermato che, se finora la politica degli agenti è stata “sempre in difesa”, questo deve cambiare rimettendo al centro della distribuzione assicurativa la figura professionale dell’intermediario, il quale deve considerare l'innovazione tecnologica come uno strumento a supporto.

Normativa e digital: un’opportunità

Professionalità e tecnologia sono stati i temi su cui anche regolatore e compagnie hanno mantenuto il focus. In particolare, Stefano De Polis, segretario generale dell’Ivass, ha ribadito che la professionalità è la “risposta più appropriata e lungimirante”, ed è “l’unica via per conquistare nuove relazioni e mantenere quelle esistenti”. In questo la nuova direttiva Idd aiuterà laddove mette al centro il cliente richiedendo polizze su misura e una consulenza sempre più elevata. Ma, secondo De Polis, anche l’home insurance rappresenta un’opportunità oltre che una sfida: “il regolamento 41 – ha spiegato – ha voluto accompagnare il processo di adattamento alla digitalizzazione del settore assicurativo con progressività e attenzione, potenziando le funzioni dell’home insurance, ma lasciando anche spazio alla consulenza e alla relazione con il cliente”.
Gli ha fatto eco Maria Bianca Farina, che ha detto di considerare la tecnologia “un alleato indispensabile” laddove cambia il modo di fare assicurazione: “non più prodotti, ma servizi su bisogni complessi e sofisticati”.

Una professionalità multidisciplinare


Qui si inserisce il ruolo dell’intermediario evoluto, capace di acquisire nuove competenze e strumenti e conoscere i nuovi rischi. La professionalità multidisciplinare, secondo Farina, sarà il valore aggiunto per dare consigli di qualità, e in questo le compagnie dovranno supportare gli agenti attraverso un percorso formativo che li aiuti “a svolgere in modo nuovo un mestiere prezioso”. L’Ania ha anche istituito un gruppo di lavoro con i rappresentanti della formazione per far sì che l’aggiornamento non sia più visto come “un adempimento di legge, ma come un’importante leva di business”.

Il welfare, uno spazio per crescere

Dopo il pranzo è seguita un’interessante tavola rotonda, sul ruolo dell’agente nel welfare e nella protection, che ha coinvolto Vincenzo Cirasola assieme l’ad di UniSalute, Fiammetta Fabris e all’ad di Generali Welion, Andrea Mencattini. Ne è emerso che, anche se in Italia manca la cultura assicurativa che consente lo sviluppo di questi mercati, esiste uno spazio molto interessante per gli agenti, i quali devono fare uno scatto di professionalità per dare una consulenza di valore e fare la differenza rispetto agli altri canali distributivi. Gli intermediari chiedono un supporto, sia economico, sia formativo, alle compagnie, le quali concordano sulla necessità di riformulare l’offerta con prodotti innovativi, arricchiti nei servizi, ma semplificati nei processi. In sintesi, quindi, meno assicurazione e più servizio: questa è la sfida per imprese e agenti per affrontare i nuovi competitor e restare sul mercato da protagonisti.

L'importanza della visione

La giornata si è conclusa con il dibattito generale e la votazione che ha riconfermato, con 152 voti, Vincenzo Cirasola alla guida dell’associazione. La discussione è stata aperta dal presidente di Anapa Lombardia, Erik Somaschini, il quale ha auspicato che si esca dalla “sindrome del pesce rosso, che priva gli agenti di visione”, e ha proposto di puntare sui giovani istituendo un laboratorio per la creazione di nuove pratiche da estendere a livello nazionale. Sulla visione ha insistito anche Alessandro Lazzaro, socio-fondatore dell’associazione, il quale ha sottolineato il fatto che Anapa “non esiste a livello territoriale, ma solo in ambito istituzionale”. L’invito è a mettere da parte le divisioni per identificare un disegno che rimetta al centro i gruppi agenti e preveda “un vero rinnovamento senza il quale non può esserci un grande futuro”.

Ognuno faccia la sua parte

I rappresentanti delle diverse Regioni hanno ribadito l’impegno profuso dal direttivo e invitano gli associati ad abbandonare la critica per scendere in campo, adoperandosi sul territorio per aggregare la base e organizzare eventi che possano far crescere la cultura assicurativa. Un pensiero riassunto da Paolo Iurasek, riconfermato vice presidente, che ha esortato gli iscritti a non praticare “l’arte della delega” perché “il modo migliore per cambiare le cose è farlo in prima persona”.

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