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Lo Sna sul piede di guerra con il Governo sulla Decontribuzione Sud

Gli agenti restano esclusi dalla misura, nonostante le rassicurazioni della ministra Calderone, alla quale Demozzi si è rivolto con una lettera di protesta

Lo Sna sul piede di guerra con il Governo sulla Decontribuzione Sud
Una delle misure considerate più rilevanti per lo sviluppo economico e occupazionale del Mezzogiorno è la cosiddetta Decontribuzione Sud, lo sgravio contributivo riservato ai datori di lavoro privati che operano in specifiche regioni italiane considerate economicamente svantaggiate. 

La categoria degli agenti di assicurazione, tuttavia, sembra destinata e essere esclusa da questa misura per il prossimo anno, seguendo l’orientamento dell’Inps che sostiene che gli agenti di assicurazione iscritti nella sezione pensionistica di artigiani e commercianti dell’Istituto dovessero essere esclusi da questo beneficio alla pari dalle compagnie di assicurazione o dagli istituti bancari. 

Il caso si è riaperto in seguito a una recente interrogazione parlamentare di Azione alla Camera, che ha chiesto alla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, informazioni sull’esito delle azioni di recupero dei contributi non versati. Calderone ha rassicurato dicendo che l’Inps non avrebbe proceduto oltre: “una notizia positiva, che però si sarebbe dovuta chiarire già in sede europea, senza equiparare la figura dell’assicuratore a quella della compagnia assicurativa”, scrivono in una nota i parlamentari di Azione Antonio D’Alessio e Marco Lombardo

“Dopo una concertazione con il ministero – prosegue la nota dei parlamentari – attraverso un nostro emendamento alla legge di bilancio, abbiamo chiesto di riconoscere con una norma di interpretazione autentica che gli esoneri contributivi previsti per i giovani e al Sud si applicassero anche ai datori di lavoro che esercitano l’attività di broker, agente, sub-agente e procacciatore di assicurazioni. A sorpresa, però, è arrivato il parere negativo da parte del governo: una decisione che ci lascia sconcertati e che evidenzia il venir meno dell’impegno assunto”. 

LO SNA SCRIVE AI MINISTERI 

Alla luce di quanto emerso, il Sindacato Nazionale Agenti ha deciso di mobilitarsi scrivendo direttamente al Governo. In una missiva datata 4 dicembre e indirizzata al ministro Calderone (in copia anche alla premier Giorgia Meloni e al titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti) il presidente dello Sna, Claudio Demozzi ha espresso “la più ferma indignazione per quanto accaduto in merito all’emendamento alla legge di Bilancio n. 36.0.21, segnalato da Azione, riguardante le misure di decontribuzione Sud e Giovani per gli agenti assicurativi”.

Dopo le rassicurazioni formali fornite dal ministero del Lavoro e dopo l’impegno pubblico assunto dalla Calderone in sede parlamentare, “apprendere oggi del parere negativo del Governo, confermato dal capo dell’ufficio legislativo del ministero e motivato da un intervento del Mef, rappresenta un fatto grave e inaccettabile”, sottolinea Demozzi. 

La categoria degli agenti “che opera da anni in un contesto normativo incerto e spesso penalizzante”, si trova ora di fronte “all’ennesimo arretramento, con conseguenze pesanti non solo per migliaia di agenti, ma per l’intero tessuto economico con risvolti occupazionali non indifferenti, specie nel Mezzogiorno”. 

Per Demozzi “è incomprensibile e intollerabile che il Governo scelga di disattendere un impegno già annunciato, lasciando irrisolta una vicenda che, a seguito di nostra iniziativa, è stata chiarita da tempo in sede europea, e che distingue nettamente il ruolo dell’agente da quello delle compagnie di assicurazione”. 

IMPEDIRE DISCRIMINAZIONI INGIUSTIFICATE

Lo Sna, pertanto, “manifesta sconcerto per il venir meno alla parola data e condanna con forza un comportamento che rischia di minare il rapporto di fiducia tra istituzioni e agenti di assicurazione”. 

Il sindacato si attende un immediato cambio di rotta, con la rapida reintroduzione e approvazione della norma “di interpretazione autentica necessaria a ristabilire giustizia e coerenza”. 

In difetto, scrive Demozzi, “il Sindacato Nazionale Agenti si riserva di stigmatizzare pubblicamente in modo ancora più deciso l’atteggiamento del ministero e del Governo e di attivare tutte le azioni legali e istituzionali disponibili, incluse le procedure di ricorso presso la Corte di Giustizia Europea e ogni altra sede competente, per tutelare i diritti degli agenti assicurativi italiani e impedire discriminazioni ingiustificate rispetto ad altri operatori economici”. 

La missiva si conclude sottolineando che lo Sna si attende dal Governo una qualche iniziativa per “ristabilire immediatamente il rispetto degli impegni assunti e tenga fede alla parola data da un proprio autorevole rappresentante”.

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