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Manovra, 1,3 miliardi di euro dalle assicurazioni

Lo introduce l’ultimo maxi emendamento del governo al ddl Bilancio: c’è anche l’adesione automatica per i neo-assunti alla previdenza complementare

Manovra, 1,3 miliardi di euro dalle assicurazioni
L’ultima novità sul fronte del contributo richiesto alle assicurazioni nella prossima legge di Bilancio è arrivata con un nuovo emendamento del governo, presentato ieri. Si parla di un contributo di 1,3 miliardi di euro da parte delle compagnie con l’introduzione di un meccanismo di versamento, entro il 16 novembre di ogni anno, di un acconto pari all'85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l'anno precedente. “L’acconto versato in un determinato anno può essere scomputato, a partire dal successivo mese di febbraio, dai versamenti da eseguire nell’annualità successiva”, si legge nel testo dell’emendamento. 

“Rispetto al vigente meccanismo di versamento, la previsione genera un maggior gettito positivo derivante dalla quota del predetto contributo di spettanza erariale di circa 1,3 miliardi di euro per il solo 2026, atteso che su tale anno si concentreranno i versamenti previsti a legislazione vigente, oltre all'acconto previsto dalla norma in esame”. Dal 2027, il nuovo meccanismo “andrebbe a regime senza generare un maggior gettito”.

Le novità di interesse per le compagnie riguardano anche la previdenza. L’emendamento, infatti, introduce l’adesione automatica, attraverso il silenzio-assenso, alla previdenza complementare per i neo-assunti. Il lavoratore avrà 60 giorni dall’assunzione per scegliere di rinunciare a “conferire l'intero importo del Tfr maturando a un'altra forma di previdenza complementare dallo stesso liberamente prescelta”. 

Si amplia inoltre la platea delle aziende tenute a versare il Tfr all’Inps: saranno tenuti a farlo anche i datori di lavoro che, negli anni successivi a quello di avvio dell'attività, raggiungano la soglia dimensionale dei 50 dipendenti, attualmente esclusi dall'obbligo.    

Un emendamento "corposo ma necessario", spiega il ministro dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. L’accelerazione sull’iter del ddl è attesa tra giovedì e venerdì: l'approdo in aula è già fissato per il 22, con voto il 23, poi arriverà il passaggio alla Camera, blindato, tra Natale e Capodanno, con la data del 30 dicembre fissata per il via libera definitivo.

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