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Il nuovo cammino di Cattolica tracciato da Minali

Presentato il piano industriale 2018-2020. Tra gli obiettivi: utile operativo a 400 milioni di euro, aumento del 64% della raccolta premi, dividendo per azione a 0,50 euro

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Semplificazione e trasformazione. Queste le due parole chiave del nuovo piano industriale 2018-2020 di Cattolica Assicurazioni, con cui la storica compagnia veronese dovrà forgiare le armi necessarie a vincere le sfide di un mercato freneticamente mutevole. Semplificazione significa una compagnia snella, in grado di prendere decisioni molto più rapidamente rispetto al passato. Trasformazione significa migliorare il processo industriale e la stessa cultura aziendale. Il piano è stato presentato a Milano presso Palazzo Mezzanotte (sede della Borsa Italiana) dall’ad Alberto Minali coadiuvato dal top management della compagnia. Minali ha esordito ricordando le origini di Cattolica nata nel 1896. “Non vogliamo rinnegare la nostra storia, ma far evolvere i nostri processi per creare valore”. Tradotto in partica significa rafforzare e diversificare il modello di business, confermare il posizionamento attuale e proseguire nella vocazione di vicinanza a famiglie e imprese attraverso tre pilastri di sviluppo: crescita profittevole, eccellenza tecnica e innovazione.

Ecco i target al 2020


I target che la compagnia vuole centrare entro il 2020 sono certamente ambiziosi: crescita del 60% dell’utile operativo (375-400 milioni di euro), Roe operativo al 10% e un aumento del 50% del dividendo per azione che dovrà arrivare a 0,50 euro, “per ripagare i nostri azionisti della fiducia che ci accordano”, ha puntualizzato Minali. L’ad ha quindi elencato gli elementi che caratterizzano la base di partenza per il conseguimento di questi obiettivi: una clientela fidelizzata “con una retention superiore alla media del mercato” (+1% nell’Rca); la capillarità dei suoi canali distributivi (1.500 agenzie, oltre alla bancassurance); una buona reddittività auto (-4,5 punti di loss ratio Rca); il capillare presidio nei segmenti agroalimentare, enti religiosi e terzo settore; infine, una buona solidità patrimoniale testimoniata dal Solvency II ratio superiore a 180%.
Questi risultati dovranno essere conseguiti mantenendo una elevata la solidità finanziaria del gruppo con un Solvency II ratio compreso tra 160% e 180%. È attesa una crescita dei premi pari al 64% con una raccolta attesa tra 7,6-8 miliardi di euro: premi danni tra 2,4-2,6 miliardi (+27%) e premi vita tra 5,2-5,4 miliardi di euro  (+91%). La raccolta, ha spiegato Minali, beneficerà prevalentemente di azioni di crescita inorganiche, “come la partnership strategica con Banco Bpm che, grazie alla forza distributiva di circa 1.700 sportelli, porterà al 2020 a un incremento di premi pari a 140 milioni nel danni e di 3 miliardi nel vita”, segmento, quest’ultimo, in cui “migliorerà la redditività e l’offerta”, mentre nel danni si raggiungerà “un ribilanciamento del mix produttivo”.

La partnership con Banco Bpm

Minali si è soffermato sulla partnership con Banco Bpm, che negli ultimi mesi “ha già dato avvio a una fase di forte rinnovamento finalizzato a un cambiamento culturale, organizzativo e di governance dell’intero gruppo”, e che permetterà a Cattolica di effettuare “un importante salto dimensionale grazie alla capillarità della rete e alle forti competenze del terzo gruppo bancario italiano.” Tra le principali azioni messe in campo nell’ambito vita, Minali ha citato le “importanti modifiche all’offerta prodotti”, e “la riduzione nell’esposizione ai titoli governativi italiani”, per consentire alla compagnia di essere meno vincolata al rischio sovrano italiano.

Gli ambiti da migliorare

Dall’altro lato ci sono molti aspetti in cui la compagnia dovrà lavorare molto per migliorare, ad esempio le performance tecniche di redditività (in particolare nel vita e nel non auto); la produttività, che dovrà aumentare attraverso la semplificazione e l’automatizzazione dei processi; il mix di prodotto, che dovrà essere migliorato rafforzando i canali distributivi; infine, incrementare il grado di innovazione, sfruttando la telematica e la digitalizzazione.
Il piano trasformerà profondamente Cattolica grazie alle azioni individuate per ciascun pilastro della strategia che, sommate anche ad azioni di crescita inorganica, sono volte all’eccellenza tecnica e operativa, alla crescita profittevole e a nuove modalità di servizio e offerta al cliente. Le azioni di ribilanciamento del business mix vita (cambio della produzione verso prodotti unit linked e tradizionali a basso assorbimento di capitale) e di quello danni (focus sullo sviluppo del segmento non auto), i benefici derivanti dall’introduzione della telematica, la nuova societàad hoc per business specifici, l’apporto della joint venture con Banco Bpm, l’ottimizzazione dei processi e un modello distributivo più forte.

Novità nella governance


Per efficientare l’operatività della compagnia, il cda sottoporrà ai soci della società cooperativa un nuovo modello di governance. Sono state infatti deliberate delle linee guida per rivisitare lo statuto (il tutto dovrà essere approvato ad aprile dall’assemblea dei soci) con l’obiettivo di rendere la gestione di Cattolica più snella ed efficiente e favorire l’ingresso degli investitori istituzionali come soci. Tra le proposte avanzate c’è in primis quella di adottare un sistema di governance monistico, e di rivisitare la disciplina dei limiti alla partecipazione azionaria: la soglia, confermata allo 0,5% per le persone fisiche, viene innalzata al 5% per le persone giuridiche, ed estesa a enti collettivi e Oicr (organismi di investimento collettivo del risparmio).



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