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Cattolica rinuncia alla seconda tranche dell’aumento

L’esito positivo dell’Opa di Generali e il miglioramento del Solvency II ratio, ha spiegato il cda, hanno fatto venir meno questa esigenza

Cattolica rinuncia alla seconda tranche dell’aumento hp_wide_img
Cattolica rinuncia alle seconda tranche di aumento di capitale da 200 milioni di euro. Lo scorso 3 dicembre il cda della compagnia, riunitosi sotto la presidenza di Davide Croff (nella foto), “preso atto – si legge in una nota – del positivo esito dell’Opa lanciata da Generali e della contestuale valorizzazione della quasi totalità delle azioni proprie precedentemente possedute da Cattolica, con conseguente ulteriore miglioramento dei margini di solvibilità della stessa Cattolica, ha deliberato di sottoporre alla valutazione dell’Ivass il venir meno della necessità di procedere all’esecuzione della II tranche dell’aumento di capitale sociale in opzione pari a 200 milioni di euro”.

Nella stessa giornata, la compagnia veronese “facendo seguito a quanto già comunicato in data 21 luglio, 6 e 11 agosto 2021”, ha annunciato di aver formalizzato gli atti di fusione per incorporazione in Cattolica Assicurazioni delle società integralmente controllate Abc Assicura Spa e Berica Vita Spa.

Nel presupposto che l’iscrizione degli atti di fusione presso il competente ufficio del Registro delle Imprese abbia luogo entro il 31 dicembre 2021, le fusioni saranno efficaci dalle ore 23:59 del 31 dicembre 2021, con effetti contabili e fiscali antergati al primo gennaio 2021.

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