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Non solo Venezia, Matera e Genova. Le recenti cronache sono l’emblema di un’Italia ad alto rischio idrogeologico. Stando all’ultimo rapporto pubblicato dall’Ispra, addirittura il 91% dei comuni italiani è in pericolo. Le aziende di bonifica come Benpower rappresentano un tassello cruciale per affrontare il post emergenza

02/12/2019
Città sommerse dall’acqua e fiumi in piena che ne attraversano le strade: sembrano le immagini di un film apocalittico quelle che vediamo scorrere davanti ai nostri occhi in questo periodo. Purtroppo molte persone si sono trovate a vivere questi momenti in prima linea. Monumenti e siti storici, giustamente, fanno parlare di sé, ma sono anche case, negozi, aziende, ristoranti, attività di ogni genere, a essere colpite. 

Passata l’emergenza, restano i danni. Attivarsi immediatamente risulta fondamentale. Infatti tanto prima si interviene tanto più si può recuperare: strutture, fabbricati, immobili, impianti, condotte, apparecchi elettrici ed elettronici, documenti, libri, macchinari, contenuti e arredi. Tutto è recuperabile. E nelle centinaia di chiamate ricevute da Benpower in queste ultime settimane soprattutto per interventi di deumidificazione e risanamento, ancora una volta si è dimostrata essenziale la collaborazione di tutte le figure interessate. Il sostegno sollecito da parte di assicuratori e broker, tanto quanto la prontezza e la capillarità delle squadre su tutto il territorio italiano, hanno permesso l’avvio tempestivo dei lavori di bonifica, consentendo di riprendere le attività quanto prima possibile e di rientrare nelle case in tempi record.
“Le chiamate si sono susseguite in maniera incessante”, racconta Ben Isufaj, amministratore unico di Benpower. “Già in preallerta come azienda strutturata per il post sinistro, abbiamo messo in azione la nostra forza lavoro, ovviamente dopo l’intervento della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, sempre in collaborazione con assicuratori, intermediari e periti”.

Tecnica, esperienza e prevenzione vanno di pari passo
“In questo frangente nella maggior parte dei casi”, continua Isufaj, “si è trattato di lavori di deumidificazione e risanamento delle aree colpite da allagamenti e alluvioni. Giusto per capire, se si opera in spazi privati, commerciali o ristorativi, prima si provvede all’aspirazione delle acque residue e al lavaggio delle pavimentazioni con prodotti specifici, per poi bonificare le strutture murarie e la mobilia, assieme ai contenuti. Seguono la deumidificazione ambientale, l’aspirazione di sali e residui, un ulteriore passaggio di risanamento con appositi detergenti e si chiudono i lavori con il processo di ozonizzazione che permette di sanitizzare l’area e rimuovere gli odori. Viene insomma predisposto un piano d’azione per neutralizzare la contaminazione ed evitare l’insorgere di ulteriori muffe, funghi e batteri”.
Anche se le cronache hanno portato alla ribalta situazioni drammatiche come quelle vissute a Venezia, Matera e Genova, oramai non si tratta di fenomeni eccezionali, ma di casi frequenti e ripetuti. Negli eventi calamitosi la gestione dell’emergenza e soprattutto del post emergenza mediante piani sistematici di intervento diventa sempre più importante e va di pari passo con l’informazione e lo sviluppo di una cultura preventiva del rischio.

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