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Clima, Ivass certifica l'impegno delle compagnie

In un intervento, il segretario generale, Stefano De Polis, ha affrontato il tema ambientale, analizzando le iniziative del mercato assicurativo

Clima, Ivass certifica l'impegno delle compagnie hp_wide_img
Il climate change impone un aggiornamento della cultura assicurativa di compagnie, reti distributive, famiglie e imprese. Questa è la posizione chiara e senza ambiguità di Ivass, ribadita ieri dal segretario generale, Stefano De Polis, in occasione del convegno Educazione finanziaria e finanza sostenibile: investire nel futuro. 
Durante la relazione, De Polis ha fornito alcuni dati sulle strategie adottate in tema di mitigazione e gestione dei relativi rischi e di politiche d’investimento delle compagnie. 

Gli investimenti verdi, orientati alle politiche Esg sono in molti casi già in atto; circa metà del mercato ha esplicitamente considerato l’impatto dei cambiamenti climatici sul proprio portafoglio, mentre lo sviluppo di una strategia di investimento responsabile è in fase di definizione; le esposizioni carbon intensive, peraltro, risultano in media tra lo 0% e il 6% degli investimenti, con alcune entità, dice Ivass, che hanno già azzerato l’esposizione azionaria verso emittenti classificati come non green-oriented, mentre altre ancora si sono impegnate a farlo nell’arco dei prossimi anni. 
Infine, le principali compagnie hanno avviato politiche di progressivo azzeramento delle offerte in Paesi e settori che dipendono in modo significativo dal carbone.

L'altra faccia della medaglia sono i rischi associati ai cambiamenti climatici e più in generale quelli conseguenti alle calamità naturali. Secondo De Polis è necessario migliorare la consapevolezza di cittadini e aziende sull’esistenza e l’intensità dei rischi e sulle possibili conseguenze o sulla sostenibilità del business. L'educazione finanziaria e assicurativa deve giocare un ruolo sempre maggiore, anche per diffondere la conoscenza di base degli strumenti assicurativi in grado di trasferire e mitigare gli effetti negativi di una calamità naturale, i loro meccanismi di funzionamento (franchigie/scoperti) e l'ammontare del premio di polizza. 

Poi ci sono le misure preventive a livello territoriale o di singoli beni e infrastrutture: rispetto dei piani urbanistici, costruzioni e ristrutturazioni a norma, serre climatizzate sono utili per mitigare il rischio residuo e in ultima analisi, contenere il premio assicurativo e in generale ottenere il miglior risultato in termini di resilienza.
"In sintesi - ha chiosato De Polis - la sfida è migliorare l’alfabetizzazione assicurativa, far crescere la cultura della prevenzione e il ricorso alla mutualizzazione dei rischi, anche climatici".

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