Insurance Trade

Clima, Ivass certifica l'impegno delle compagnie

In un intervento, il segretario generale, Stefano De Polis, ha affrontato il tema ambientale, analizzando le iniziative del mercato assicurativo

31/10/2019
Il climate change impone un aggiornamento della cultura assicurativa di compagnie, reti distributive, famiglie e imprese. Questa è la posizione chiara e senza ambiguità di Ivass, ribadita ieri dal segretario generale, Stefano De Polis, in occasione del convegno Educazione finanziaria e finanza sostenibile: investire nel futuro. 
Durante la relazione, De Polis ha fornito alcuni dati sulle strategie adottate in tema di mitigazione e gestione dei relativi rischi e di politiche d’investimento delle compagnie. 

Gli investimenti verdi, orientati alle politiche Esg sono in molti casi già in atto; circa metà del mercato ha esplicitamente considerato l’impatto dei cambiamenti climatici sul proprio portafoglio, mentre lo sviluppo di una strategia di investimento responsabile è in fase di definizione; le esposizioni carbon intensive, peraltro, risultano in media tra lo 0% e il 6% degli investimenti, con alcune entità, dice Ivass, che hanno già azzerato l’esposizione azionaria verso emittenti classificati come non green-oriented, mentre altre ancora si sono impegnate a farlo nell’arco dei prossimi anni. 
Infine, le principali compagnie hanno avviato politiche di progressivo azzeramento delle offerte in Paesi e settori che dipendono in modo significativo dal carbone.

L'altra faccia della medaglia sono i rischi associati ai cambiamenti climatici e più in generale quelli conseguenti alle calamità naturali. Secondo De Polis è necessario migliorare la consapevolezza di cittadini e aziende sull’esistenza e l’intensità dei rischi e sulle possibili conseguenze o sulla sostenibilità del business. L'educazione finanziaria e assicurativa deve giocare un ruolo sempre maggiore, anche per diffondere la conoscenza di base degli strumenti assicurativi in grado di trasferire e mitigare gli effetti negativi di una calamità naturale, i loro meccanismi di funzionamento (franchigie/scoperti) e l'ammontare del premio di polizza. 

Poi ci sono le misure preventive a livello territoriale o di singoli beni e infrastrutture: rispetto dei piani urbanistici, costruzioni e ristrutturazioni a norma, serre climatizzate sono utili per mitigare il rischio residuo e in ultima analisi, contenere il premio assicurativo e in generale ottenere il miglior risultato in termini di resilienza.
"In sintesi - ha chiosato De Polis - la sfida è migliorare l’alfabetizzazione assicurativa, far crescere la cultura della prevenzione e il ricorso alla mutualizzazione dei rischi, anche climatici".

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