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Il peso dei sinistri in sanità

La decima edizione del report Medmal Italia realizzato da Marsh registra una sostanziale continuità rispetto ai risultati della precedente rilevazione. In media, in un anno avvengono 37 eventi negativi per struttura

24/06/2019
In apparenza non cambiano i rischi nel settore sanitario, con le strutture esposte su ambiti di sinistro che sembrano riproporsi senza mutazioni di rilievo, tanto da confermare le difficoltà e i tempi lunghi necessari agli addetti ai lavori per arginare un numero di eventi negativi che pare fisiologico.
Ne offre uno spaccato la decima edizione del Report MedMal Italia realizzato da Marsh, che analizza oltre 11.000 sinistri che hanno interessato 60 strutture pubbliche italiane, dai presidi di primo livello, alle aziende ospedaliere specialistiche e universitarie, fino agli ospedali specializzati.
L’implacabile calcolo della media dice che in un anno una struttura sanitaria pubblica registra 37 sinistri, uno ogni dieci giorni. Tipologie di danno e unità specialistiche coinvolte si ripetono: circa tre quarti degli eventi analizzati dal report di Marsh riguardano sinistri legati per il 35,9% all’attività chirurgica, per il 18,5% ad errori diagnostici, nel 9,9% dei casi a cadute accidentali e per il 9,3% ad errori terapeutici.
I settori più a rischio
Anche quest’anno le unità operative maggiormente soggette a denunce sono quelle che operano in maniera più invasiva o in emergenza, tanto che le prime quattro valgono da sole circa la metà del campione. L’analisi dei sinistri rilevati vede al primo posto le unità operative di Ortopedia e traumatologia (15,6% delle denunce), poi Chirurgia generale (13%), il Pronto soccorso (11,8%, ma in crescita rispetto alla precedente edizione del report), e al quarto posto Ostetricia e ginecologia con l’11,1%).
Le conseguenze avverse di gravidanze e parti si confermano essere tra i sinistri con la maggiore rilevanza in termini economici, anche se pesano solo per il 3,2% nella classifica degli eventi rilevati: il valore del liquidato medio è pari a 524.000 euro, quasi 7 volte la media complessiva di tutti i sinistri risarciti. Nonostante l’elevato valore medio, gli errori da parto occupano la terza posizione (19,7%) nell’analisi dei top claim, cioè dei sinistri che hanno registrato un costo uguale o superiore ai 500.000 euro. In questa particolare classifica, al primo posto si colloca l’area chirurgica, con il 24,5% dei casi, e al secondo quella diagnostica (21,6%).
Di contro a sinistri che danno origine a risarcimenti elevati, il report calcola in poco più di 78.000 euro la media dell’importo liquidato per sinistro, un dato superiore ai 68.000 euro circa calcolati dalle analisi Marsh dello scorso anno: ma la ragione dell’aumento risiede principalmente nella rivalutazione monetaria degli importi applicata in questa edizione.
Confermata l’incertezza nei tempi di denuncia
Rimane critico uno degli aspetti chiave dell’assicurazione sanitaria, cioè l’incertezza data dai tempi di denuncia. Il report registra una certa variabilità a seconda del sinistro considerato. Le infezioni risultano la tipologia di sinistro con i tempi di denuncia più ampi, con il 14,5% di eventi notificati entro i 6 mesi (in leggero aumento rispetto all’edizione precedente del report MedMal) ma che solo dopo 4 anni superano il 70% e con una quota residuale del 14% che persiste anche a distanza di oltre 10 anni dell’evento. Per quanto riguarda i sinistri relativi agli errori chirurgici, il 40% viene denunciato entro il primo anno, per poi superare il 90% entro i 5 anni. Gli errori diagnostici, terapeutici e soprattutto quelli collegati a procedure invasive risultano essere infine i sinistri caratterizzati dalla velocità di denuncia più elevata, con una tempistica che nel caso di eventi collegati a procedure invasive raggiunge quasi l’80% in due anni.
Considerata la sostanziale continuità nei dati degli ultimi due report, anche l’indicazione del tasso di rischio rimane in linea di massima invariata: vengono calcolati 6,3 sinistri ogni 100 medici, 2,5 ogni 100 infermieri e 1,3 ogni 1000 ricoveri. Infine, i valori assicurativi si attestano sui 5.931 euro per medico, 2.336 euro per infermiere e 121 euro per ricovero.

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