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Segnali di peggioramento per le imprese in Europa e Usa

Secondo il barometro settoriale di Coface, l’inversione di tendenza del ciclo industriale sta colpendo in particolare le aziende del settore chimico

23/04/2019
Secondo l’ultimo barometro settoriale di Coface, il boom industriale più lungo degli ultimi trent'anni nella zona euro si è concluso lo scorso novembre. Le ripercussioni si percepiscono nel primo trimestre 2019, con il commercio mondiale in rallentamento (previsione di Coface del 2,3%, dopo il 3% nel 2018), la crescita del Pil a livello mondiale al livello più basso dal 2016 (previsione del +2,9%, un calo di 0,3 punti rispetto al 2018). In questo quadro, le imprese, nettamente meno fiduciose, posticipano gli investimenti. Il risultato è che quest’anno il numero di insolvenze dovrebbe aumentare in 26 Paesi su 39 analizzati, rispetto ai soli 19 nel 2018.
In particolare, per le imprese europee, Coface prevede un aumento delle insolvenze del 3% in Europa occidentale e del 4% in Europa centrale e orientale. In Germania, il peggioramento della fiducia delle aziende del settore manifatturiero è stato più significativo rispetto ai suoi vicini. L’elevato grado di aperture dell’economia tedesca, insieme all’esposizione a destinazioni a rischio, quali la Turchia, il Regno Unito, la Cina e, in misura inferiore, gli Stati Uniti frenano le vendite internazionali. Gli ordini industriali sono crollati di oltre il 4% nel mese di marzo, il picco più basso da gennaio 2017.
Dopo il settore automobilistico, la cui valutazione in Europa, Nord America e America Latina è già stata declassata da Coface a inizio anno, ora tocca ai suoi fornitori di componenti che subiranno le conseguenze del crollo delle vendite di autoveicoli.
Ma risentire particolarmente di questo contesto sarà il settore chimico. L’attività delle imprese petrolchimiche è sensibile all’aumento dei prezzi del petrolio e dell’etano e dall’evoluzione del quadro normativo e delle abitudini dei consumatori più interessati all’ambiente. Questa tendenza ha spinto Coface a declassare il settore della chimica a rischio moderato negli Stati Uniti, in Germania e in Olanda, e a rischio elevato in Francia, Regno Unito e Italia.

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