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Nomine Ivass: Corinti sì, Cesari no

Ieri, in extremis, è arrivato il via libera dal cdm. Confermato solo un consigliere su due tra quelli proposti da Bankitalia

15/02/2019
Alla fine, in extremis, la nomina è arrivata, ed è il risultato di un compromesso. Alberto Corinti è stato rinnovato nel suo ruolo di consigliere Ivass, Riccardo Cesari no. La decisione è stata presa nel corso del Consiglio dei ministri di ieri sera. Si è così scongiurata la paralisi dell’attività dell’istituto di vigilanza: con un consigliere e il presidente (due componenti su tre del direttorio) l’Ivass può procedere sia all’attività sul fronte della gestione delle risorse interne, sia alle decisioni di vigilanza.
Banca d’Italia, cui spetta la decisione di proporre i nomi dei consiglieri, aveva proposto il rinnovo per entrambi i consiglieri uscenti. L’esclusione di Riccardo Cesari è il risultato di quella richiesta di “discontinuità con il passato” avanzata dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio (che secondo le indiscrezioni vorrebbe non confermare Salvatore Rossi, in scadenza di mandato il prossimo 9 maggio). Proprio al Mise, per altro spettava il via libera sulle nomine dei due consiglieri, il cui mandato era scaduto lo scorso 31 dicembre 2018, ma come noto il ministero ha scelto di non fornire il proprio parere, passando così la palla nelle mani del premier Giuseppe Conte. Ora si attende di conoscere quale sarà il nuovo nome proposto come nuovo consigliere Ivass dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.
Se il cdm di ieri non avesse provveduto alla nomina di Corinti, la responsabilità del rinnovo dei due consiglieri Ivass, in prorogatio fino al termine del 15 febbraio, passata dal 13 febbraio proprio sulle spalle del premier, avrebbe comportato per Conte anche una responsabilità patrimoniale per la decadenza del Consiglio, organo collegiale dell’Istituto, ma anche una responsabilità derivante dall'interruzione di pubblico servizio. Lo prevede la legge del 1994 sulla proroga degli organi amministrativi degli enti pubblici, come l’Ivass appunto. Conte in qualità di presidente dell’organo collegiale (ovvero il Consiglio dei ministri) in base alla legge istitutiva dell’Ivass doveva deliberare sui due consiglieri che affiancano il presidente, poi nominati con decreto del Presidente della Repubblica, nei tre giorni precedenti la scadenza della proroga.




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