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Swiss Re, il 92% delle perdite assicurate nel 2025 deriva dai secondary perils

Per quanto riguarda l'Italia, il divario tra danni economici e copertura assicurativa rimane un punto debole per il paese, spiega il riassicuratore

Swiss Re, il 92% delle perdite assicurate nel 2025 deriva dai secondary perils
Nel 2025, i rischi secondari (secondary perils), tra cui incendi boschivi, violente tempeste convettive e inondazioni, hanno rappresentato il livello record del 92% delle perdite assicurate globali causate da catastrofi naturali (107 miliardi di dollari), secondo l'ultima rilevazione dello Swiss Re Institute. 
La crescita demografica, l'aumento del valore dei beni e i costi di ricostruzione elevati, continua la ricerca, sono alcuni dei fattori che aumentano l'esposizione e le perdite assicurate nel tempo. Secondo il modello predittivo di Swiss Re, in uno scenario di perdite massime, le perdite assicurate potrebbero raggiungere i 320 miliardi di dollari nel 2026: un dato che evidenzia "la continua necessità di misure di adattamento e mitigazione del rischio", commentano gli analisti.

Per quanto riguarda l'Italia, nel 2025, nonostante i gravi incendi boschivi, le perdite assicurate sono state contenute, con un divario tra perdite economiche e copertura assicurativa che rimane "un punto debole per il paese", specifica Swiss Re. 
"Affrontare questo problema - commenta Brian Lynch Wade, senior underwriter, P&C Italy - richiede un approccio sistemico, fondato anche su meccanismi pubblico-privati. In questo contesto, l’obbligo di assicurazione contro le catastrofi naturali segna un importante passo avanti, rafforzando la protezione contro alcuni dei rischi di catastrofi naturali più critici in Italia, quali terremoti, alluvioni e frane, e consentendo al settore assicurativo e riassicurativo di svolgere un ruolo chiave nel rafforzare la resilienza dell’Italia".

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