Obbligo di polizza cat nat, Liverani: solo il 15% delle aziende si è assicurato
Il presidente dell'Ania mette l'accento sulle numerose proroghe che hanno frenato la diffusione tra le aziende di questa copertura
Il presidente dell'Ania, Giovanni Liverani, interviene nuovamente sull'obbligo di polizza cat nat per le imprese, e in particolare sulle numerose proroghe (l'ultima delle quali scade domani) che se non hanno proprio frenato, certamente non hanno contribuito ad accelerare la diffusione di questa copertura.
Il provvedimento inserito in legge di Bilancio 2024 ma che ha visto slittare la sua completa attuazione per oltre un anno. Secondo Liverani, che ha parlato con l'agenzia Adnkronos, il periodo tra l'introduzione della legge e l'entrata effettiva in vigore su tutte le categorie "ha inciso notevolmente sulla efficacia di una legge giusta, coraggiosa e importante per il nostro Paese. L'Italia - ha aggiunto Liverani - è un territorio esposto alle catastrofi, ma solo il 15% scarso delle aziende è al momento coperto".
Una bassissima percentuale di adesione all'obbligo, quella indicata, che secondo Liverani è dovuta "alle troppe proroghe. La situazione - prosegue - andrebbe comunicata meglio perché le imprese devono rendersi conto che se non si assicurano, andranno incontro a conseguenze. Non ci sono sanzioni di carattere penale o di carattere amministrativo significative, però ci sono significativi svantaggi nell'applicazione di tutta una serie di incentivi che le imprese non assicurate non potranno ottenere". Con conseguenze anche peggiori: "nel caso in cui si verifichi una catastrofe naturale, i risarcimenti dello Stato saranno subordinati alla presentazione della polizza assicurativa".
Per Liverani, "le imprese andrebbero rese consapevoli dell'enorme rischio che stanno correndo nel momento in cui non si assicurano: non saranno risarcite nemmeno dallo Stato". Per cui la copertura contro le catastrofi naturali "è un tema fondamentale" per la sopravvivenza delle imprese, soprattutto le più piccole che nel nostro Paese rappresentano la fetta più grande delle aziende. "Le loro concorrenti in Francia, Germania, Austria o in Spagna, che hanno già provveduto a coprirsi dal punto di vista assicurativo" nell'eventualità di danni per catastrofi naturali "ripartono nel giro di 15 giorni". Da noi, quell'85% che al momento non è assicurato rischia di non ripartire e questo è dovuto, ribadisce il presidente di Ania, "a una mancata comunicazione, come la mancata certezza della legge".
Non va dimenticato che "un piccolo imprenditore non è che approfondisca più di tanto la notizia. Sente che c'è una proroga, aspetta fino all'ultimo giorno, non capisce se appartiene o non appartiene alla categoria di quelli imprenditori che possono beneficiarne. Progoga e basta. Mi auguro - dice quindi Liverani - che con la scadenza di domani questo discorso di esitare e di prorogare decada e che ci sia un'accelerazione, cosa che metterebbe in sicurezza il sistema produttivo del Paese" fatto soprattutto di piccole e micro imprese che devono fare i conti con un territorio ad alta rischiosità.
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