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Rc auto, 166 milioni di euro risparmiati nel 2012 grazie all'attività antifrode

L'Ivass invoca uno sforzo collettivo per allineare le tariffe italiane a quelle europee

05/12/2013
Gli elevati livelli tariffari dell'Rc auto sono un vero e proprio problema sociale che coinvolge milioni di cittadini", reso ancora più urgente dalla crisi economica. È quanto afferma Riccardo Cesari, consigliere dell'Ivass, nel corso di un'audizione alla Commissione Finanze della Camera.

Secondo l'Ivass, se i vantaggi per le imprese dovessero rivelarsi duraturi, il contenimento dei costi "dovrà necessariamente tradursi in una riduzione effettiva dei premi pagati dai consumatori". Occorre una soluzione strutturale e duratura che consenta, nella salvaguardia della solvibilità delle imprese, di ricondurre le tariffe a livelli accettabili, "tenuto conto anche del loro forte divario, in pejus, lamentato dall'Italia rispetto agli altri Paesi europei". L'invocato sforzo collettivo, ha spiegato Cesari, deve andare nella direzione di "riuscire a esercitare la giusta pressione normativa sui costi, impliciti ed espliciti, del sistema Rc auto, per portare i prezzi delle polizze su un sentiero di rientro ai livelli europei". Per questo motivo, ha sottolineato il consigliere Ivass, l'Istituto lavora alla costruzione di una rilevazione statistica per monitorare le effettive dinamiche tariffarie. "L'indagine vuole raggiungere, già nel primo semestre 2014, due importanti obiettivi": da un lato "misurare le componenti fondamentali del prezzo effettivo praticato dalle imprese", monitorando il premio di tariffa, la fiscalità, l'intermediazione e la scontistica; dall'altro "seguire la loro dinamica temporale e territoriale", per osservare l'andamento delle tariffe a seconda della tipologia del centro abitato preso in considerazione.

I risultati dell'attività antifrode

Cesari ha illustrato le stime sull'attività antifrode svolta autonomamente dalle imprese, che mostrano, nel 2012, una riduzione del costo dei sinistri dell'ordine di 166 milioni di euro: "considerando che l'onere sinistri nel 2012 è stato di circa 13,1 miliardi e il totale dei premi di competenza ha raggiunto i 17,7 miliardi - ha osservato - l'incidenza è di 1,3% e 0,9% rispettivamente. Ci si attende una corretta tariffazione alla luce dei risparmi conseguiti, con l'obiettivo di trasferire in misura adeguata la riduzione del costo sui prezzi delle polizze". Allo stesso tempo, gli interventi legislativi sui danni alla persona, che hanno introdotto criteri più stringenti e oggettivi contro i falsi colpi di frusta, stanno producendo "effetti positivi per il sistema". Dopo l'introduzione di nuovi criteri, il numero dei sinistri è sceso nel 2012 rispetto al 2011 del 25%, mentre il relativo costo medio è passato da 2.056 euro a 1.603 euro (-22%). "Il risparmio stimato per l'anno 2012 per il complesso dei sinistri con danni fino a 9 punti di invalidità - ha concluso Cesari - si attesta intorno ai 120 milioni di euro. Se tale contenimento dei costi si confermerà permanente dovrà necessariamente tradursi in una riduzione effettiva dei premi pagati dai consumatori".

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