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Catastrofi naturali, il conto di Swiss Re

Nel 2020, secondo la compagnia, le perdite complessive ammonteranno a 76 miliardi di dollari

Catastrofi naturali, il conto di Swiss Re hp_wide_img
Nel 2020, secondo un recente rapporto di Swiss Re, le catastrofi naturali provocheranno perdite assicurative per 76 miliardi di dollari, mettendo a segno una crescita del 40% rispetto ai 54 miliardi di dollari dello scorso anno. Considerando anche i sette miliardi dovuti a sinistri causati dall'uomo, il colosso svizzero stima una perdita complessiva di 83 miliardi di dollari per il mercato assicurativo a livello globale: sarebbe il quinto anno più costoso dal 1970.
“Le perdite sono dettate soprattutto da un numero record di gravi tempeste convettive, come temporali con tornado, alluvioni e grandine, nonché dagli incendi boschivi  negli Stati Uniti”, si legge nel rapporto. La compagnia cita a tal proposito gli oltre 800 incendi che hanno devastato circa sei milioni di acri di terreno e distrutto migliaia di infrastrutture in California, Oregon e Washington. Trenta uragani nella zona settentrionale dell'Atlantico avrebbero invece provocato perdite per 20 miliardi di dollari.
La stima non include le perdite legate alla pandemia di coronavirus. Come avvenuto con il Covid-19, il cambiamento climatico sarà un enorme test di resilienza globale”, ha commentato Jerome Jean Haegeli, group chief economist di Swiss Re. “Tuttavia – ha aggiunto – il coronavirus ha una data di scadenza, il cambiamento climatico no: eventuali fallimenti nella svolta verde per la ripresa economica aumenteranno i costi per la società nel prossimo futuro”.

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