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Polizze danni, lo Sna scrive a Matteo Renzi

Nella missiva, il presidente Demozzi stigmatizza l’approvazione dell’emendamento al ddl Concorrenza che abolisce il tacito rinnovo dei contratti

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È unanime il dissenso della categoria degli agenti assicurativi nei confronti dell’emendamento al ddl Concorrenza che abolisce il tacito rinnovo delle polizze danni. L’iniziativa legislativa, a firma Bianconi (Ap – Ncd) era già stata stigmatizzata nei giorni scorsi da Anapa ImpresAgenzia. Ora scende in campo anche lo Sna, scrivendo direttamente al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Nella missiva, il presidente del sindacato, Claudio Demozzi, scrive di aver appreso “con stupore” dell’approvazione, in Commissione Industria del Senato, dell’emendamento che potrebbe “arrecare gravissimo danno alle aziende agenziali, ai consumatori ed alle imprese di assicurazione”.
Secondo Demozzi, “nel caso tale norma dovesse malauguratamente essere convertita in legge dello Stato, l’obbligo per tutti i contraenti di polizze assicurative di rinegoziare a ogni scadenza annuale le condizioni ed il costo del proprio contratto”. La norma imporrebbe alle agenzie l’obbligo di rimpiazzare tutte le polizze a ogni singola scadenza annua, “con nuovi contratti rinegoziati con ciascun singolo cliente, molto spesso necessariamente a condizioni normative e tariffarie diverse da quelle della polizza scaduta”. Sia le compagnie, sia le agenzie, “vedrebbero aumentare considerevolmente i costi di gestione delle polizze, nonché quelli puramente burocratici conseguenti al rimpiazzo di milioni di contratti, anno dopo anno, rimpiazzo dovuto esclusivamente all'impossibilità statuita per legge di garantire agli assicurati il rinnovo automatico, annuale, delle polizze alle condizioni in corso, a suo tempo pattuite con il consumatore”.
Demozzi si chiede “a chi possa giovare questo provvedimento, e perché sia stato assunto senza alcun preventivo confronto con l'industria assicurativa e con il mondo dell'intermediazione professionale delle polizze, senza un'adeguata preventiva valutazione della ricaduta sugli operatori di settore e sulle parti sociali, sugli utenti”.
Secondo lo Sna, il provvedimento sarebbe inoltre “in evidente contrasto con il mantenimento dell'attuale formulazione dell'art. 1899 del codice civile”, che prevede espressamente la facoltà di stipula di polizze poliennali con durata vincolante per il cliente fino a cinque anni. “Ci chiediamo altresì – si legge nella lettera – che senso abbia prevedere l'abrogazione del tacito rinnovo (annuale) e contemporaneamente consentire il mantenimento del vincolo di durata pluriennale di cui al citato art. 1899 c.c”.
Il sindacato sottolinea infine come la norma,  “che di fatto introduce nuovi adempimenti burocratici e nuovi oneri gestionali”, impedisca meccanismi e automatismi consolidati che permettono un significativo contenimento dei costi alle aziende del settore (compagnie e microimprese agenziali), non sia coerente con gli scopi del ddl Concorrenza.

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