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Decreto liberalizzazioni: le proposte di Uea

Secondo il presidente Filippo Gariglio è necessario intervenire sugli ostacoli e le strozzature che rendono inefficiente il mercato

08/02/2012
Eliminare gli ostacoli che rendono inefficiente il mercato e impediscono un'effettiva libertà di scelta del consumatore. E' quanto auspicato da Filippo Gariglio, presidente dell'Unione Europea Assicuratori, nell'ambito del suo intervento sulle proposte di emendamento al decreto sulle liberalizzazioni.

Favorevole ad un processo di liberalizzazione teso a rimuovere vincoli giuridici e inefficienze in modo da produrre, ad esempio, una riduzione dei costi dell'Rca in favore degli assicurati, Gariglio non manca di rilevare la permanenza di problemi complessi e peculiarmente italiani. In primis - secondo il principio di libertà di scelta del cittadino-assicurato, degli intermediari e delle compagnie - quello delle strozzature che impediscono una reale libertà d'azione degli operatori. 

Gli esempi sono molteplici: il divieto di collaborazione tra gli intermediari nei rami Danni, i contratti di affitto delle agenzie vincolati, la rivalsa in merito al portafoglio clienti che le compagnie esercitano sugli agenti, istituto quest'ultimo presente solo in Italia che consente alle mandanti di considerarsi proprietarie" assolute degli assicurati e dei relativi dati. 

Massimo appoggio è assicurato da Uea alle correzioni già apportate nell'ambito delle truffe assicurative, della falsificazione dei contrassegni, del risarcimento dei danni a cose e della certezza tabellare per i danni fisici, con l'obiettivo di evitare comportamenti fraudolenti.

Infine Gariglio sottolinea la necessità di un'effettiva libertà di scelta nella vendita di polizze in banca, senza condizionamenti e regole uguali per tutti i players.
Il confronto con gli altri paesi europei è considerato importante ed istruttivo per cogliere le anomalie e porvi rimedio, ma Gariglio sottolinea come l'attuale situazione italiana presenti alcune peculiarità - tra le quali l'obbligo delle compagnie a contrarre, caso unico in Europa - che non permettono una semplice trasposizione di altri modelli. Per questo l'auspicio di Uea è che le analisi e l'esperienza maturata in quarant'anni di studio, in merito a questi problemi, possano essere utili e trovare un effettivo riscontro al momento della conversione in legge del decreto da parte del Parlamento.

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