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Ddl Bilancio, Aiba e Acb contro l'obbligo di ritenuta d'acconto

Le associazioni dei broker denunciano una norma che desta una serie di preoccupazioni soprattutto per i singoli professionisti e per le piccole società di brokeraggio

Ddl Bilancio, Aiba e Acb contro l'obbligo di ritenuta d'acconto
Aiba e Acb esprimono preoccupazione per gli effetti potenzialmente negativi che l’articolo 23, comma 2 del ddl Bilancio potrebbe avere per la categoria degli intermediari assicurativi. La norma, in corso di approvazione, introduce l’obbligo di operare la ritenuta a titolo d’acconto sulle provvigioni percepite dai mediatori assicurativi relative ai contratti assicurativi emessi dalle imprese di assicurazione. 

"La modifica - si legge in una nota di Aiba - produce una serie di gravi conseguenze finanziarie e operative che impattano in modo significativo sull’andamento e sulla stessa sopravvivenza degli operatori del comparto, stabilendo che le imposte-ritenute vengano versate al momento della rendicontazione dei contratti con le compagnie, quindi in anticipo di diversi mesi rispetto alle ordinarie tempistiche previste dal sistema fiscale per il pagamento delle imposte". Le società, in questo caso, verrebbero tassate anticipatamente sui soli ricavi e non sui profitti.

Sono due le principali criticità, secondo l'associazione dei broker: in primis, la contrazione di liquidità, in particolare per i piccoli e medi operatori; in seconda battuta occorre chiedersi quali modalità utilizzeranno le compagnie per far fronte a questi nuovi oneri. Qualora le imprese dovessero richiedere il versamento dell’intero premio direttamente dagli assicurati, al lordo delle ritenute e delle provvigioni maturate dall’intermediario, "sarebbe impossibile - spiega Aiba - per i broker verificare tempi e modalità utilizzati dallo stesso cliente per il pagamento del premio, trovandosi così nella condizione di non poter garantire quel servizio di assistenza e consulenza al cliente-assicurato che caratterizza l’operato dei broker con elevati standard qualitativi". 

Fatte queste considerazioni, Aiba sostiene sia auspicabile ripristinare l’esenzione dall’applicazione della ritenuta d’acconto, riportando l’articolo 25 bis alla sua formulazione originaria.

Anche Acb, come detto, si schiera contro l’estensione dell’applicazione della ritenuta d’acconto alle provvigioni percepite dai broker assicurativi da parte delle compagnie e dei rispettivi agenti. "La norma - spiega il presidente dell'associazione, Luigi Viganotti, in una nota - desta una serie di preoccupazioni soprattutto per i piccoli broker assicurativi che saranno sfavoriti da una diminuzione di liquidità in un contesto economico estremamente difficile come quello che è in corso, con potenziali effetti spiacevoli anche sulla capacità di tali intermediari di sostenere le modalità distributive attuali".  

Acb ha quindi elaborato un documento destinato alla commissione permanente del Senato contenente le osservazioni  sulle novità del disegno di legge, anche in merito all’introduzione della copertura assicurativa obbligatoria per le imprese per i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali.

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