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Lo Sna contro l’accordo dati Reale Mutua

In una lettera firmata dal presidente Claudio Demozzi vengono rilevate una serie di criticità, che secondo il sindacato sarebbero "pregiudizievoli per gli agenti"

26/11/2020
Il Gruppo Agenti Reale Mutua ha da poco siglato con la mandante un accordo dati nell’ambito del quale ogni agente della compagnia (entro il 31 dicembre) può scegliere tra due opzioni: continuare ad avere il ruolo di responsabile dei dati, come è stato fino a oggi, oppure diventarne contitolare insieme alla compagnia.
Lo Sna ha espresso forti critiche nei confronti di questo accordo. In una lettera, il presidente del sindacato, Claudio Demozzi (nella foto), rileva criticità che “appaiono particolarmente gravi e pregiudizievoli per gli agenti”.
Nella missiva si evidenzia che “in questa particolare fase storica, anche a seguito dei ripetuti tentativi di molte compagnie di disintermediare la rete agenziale attraverso l’uso della tecnologia digitale e dei dati personali dei clienti, sarebbe opportuno che i gruppi aziendali si astenessero dalla sottoscrizione di accordi che limitino, impediscano o ostacolino il libero e completo utilizzo dei dati dei clienti da parte degli agenti, che, quali intermediari professionisti, se stabiliscono in autonomia finalità e mezzi del trattamento dei dati personali degli interessati, assumono automaticamente la veste di autonomi titolari”.
Sebbene il gruppo agenti non abbia chiesto al sindacato alcuna assistenza o richiesta di valutazione, ammette lo stesso Demozzi, lo Sna ha voluto evidenziare una serie di criticità “sulle quali siamo disponibili a qualsiasi confronto e approfondimento”.
Uno dei rilievi fatti dal sindacato  riguarda l’opzione della contitolarità, forma che Demozzi definisce “contitolarità zoppa” per tre motivi: “l’informativa e i consensi vengono stabiliti dalla compagnia”; l’utilizzo ai fini commerciali sarebbe limitato ai prodotti Reale Mutua, impedendo quelli per prodotti di altre compagnie nel caso di plurimandato; le decisioni relative alle finalità dei dati vedrebbero un rapporto sbilanciato a favore della compagnia. Secondo lo Sna queste “limitazioni” sarebbero “gravemente pregiudizievoli” in caso di plurimandato o di collaborazioni orizzontali.
Lo Sna inoltre sostiene che l’accordo “invade” anche “campo proprio dell’agenzia”, cioè “quello della valutazione delle esigenze assicurative del cliente”. Per Demozzi “non va trascurato che cedere alla compagnia la funzione valutativa del rischio (ovvero di effettuare ‘in proprio’ lo screening al fine di identificare i bisogni assicurativi da soddisfare) priva l’intermediario di un dato proprio (che potremmo definire industriale), tale riconosciuto, secondo parere di autorevoli esperti in materia”, il che porterebbe “intuibili ricadute negative sulla utilizzabilità autonoma dei dati da parte degli agenti”.
Ci sarebbero inoltre, a detta del sindacato, “delle ambiguità nella disciplina dell’accordo che lascerebbero intendere che l’accordo quadro preveda, in capo all’agente, un’autonomia imperfetta”.
Anche relativamente all’informativa per il cliente, “che si presume unilateralmente predisposta dalla compagnia”, scrive Demozzi, “si osserva che la disciplina dei consensi porta seco la filosofia di fondo dell’accordo quadro e quindi è potenzialmente idonea a limitare l’uso dei dati per la sola distribuzione di prodotti Reale Mutua e non per altro”.
Demozzi conclude sottolineando “l’obbligo di allertare la categoria” su questi rilievi. “Ci si chiede altresì – conclude la missiva – perché il gruppo aziendale non abbia ritenuto di stralciare i passaggi più critici dell’accordo, prima di sottoscriverlo, o -meglio- non abbia sospeso la negoziazione dello stesso in attesa delle relative valutazioni (anche) di tipo politico-sindacale, oltreché giuridico”.

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