Hormuz, la riassicurazione degli Stati Uniti
Accordo di massima per garantire una copertura riassicurativa alle imbarcazioni attive nel Golfo Persico
L’agenzia statunitense International Development Finance Corporation (Dfc) e il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno annunciato di aver raggiunto un accordo formale per garantire una copertura riassicurativa alle imbarcazioni in transito nel Golfo Persico.
La struttura offre una copertura sulle perdite fino a un massimo di 20 miliardi di dollari su base continuativa e proteggerà, almeno all’inizio, i danni allo scafo, ai macchinari e al carico. Nessuna indiscrezione sui nomi dei partner assicurativi, ma Dfc ha affermato di aver individuato “operatori di mercato d’eccellenza, preferibilmente americani”.
“In stretta collaborazione con il comando centrale degli Stati Uniti, questo piano ridarà piena fiducia al settore dei trasporti marittimi, aiuterà a stabilizzare il commercio internazionale e sosterrà le attività americane e alleate che operano in Medio Oriente durante il conflitto con l’Iran”, si legge in un comunicato stampa di Dfc.
L’iniziativa arriva a pochi giorni di distanza dall’impegno assunto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di garantire una copertura assicurativa agli operatori del commercio marittimo che lavorano nel Golfo Persico e che, più nel dettaglio, si trovano in questo momento ad attraversare lo stretto di Hormuz.
Le tensioni in Medio Oriente, come emerso in varie analisi, hanno generato un rialzo vertiginoso dei premi per il rischio guerra nella regione, con numerose imprese del settore che avrebbero deciso di rivedere o eliminare del tutto la propria esposizione a questo business. Tutto ciò si sarebbe tradotto in un aumento dei costi operativi per le compagnie di navigazione e, di conseguenza, in un generale rialzo dei prezzi al consumo, in particolare per quanto riguarda i beni energetici.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
