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Donne e finanza: ecco la ricetta del rilancio

Le statistiche dicono che il gap di partecipazione tra donne e uomini in ambito finanziario si sta progressivamente chiudendo. Una buona notizia per la crescita di settori ancora in stand by come quello della previdenza complementare

13/06/2014
Il dato noto a tutti è che, nonostante un sistema pensionistico pubblico sempre meno sostenibile, la previdenza complementare in Italia fatica a decollare. Il dato, invece, meno noto, è che il rilancio di un welfare moderno e integrato potrebbe passare da una risorsa tradizionalmente trascurata nel nostro Paese, eppure sempre più attiva nella società: quella femminile.
A dimostrarlo è un sondaggio, condotto da Episteme per Axa, dal titolo eloquente: La percezione delle donne su rischio, protezione, assicurazione e i nuovi modelli di consumo e scelta finanziaria in Italia. I numeri di Episteme evidenziano come, proprio sul tema previdenziale, tra le donne (più che tra gli uomini) sia diffusa la consapevolezza dei problemi legati alla lunga vita. La percentuale di donne, infatti, che ritiene una preoccupazione prioritaria quella di non poter godere di una pensione dignitosa è del 61,6%, contro il 40,6% degli uomini.
L'indagine Episteme, inoltre dimostra come, negli ultimi anni, l'educazione finanziaria femminile sia cresciuta sensibilmente. Aumenta, ad esempio, l'interesse verso la lettura delle pagine economiche e la stampa specialistica, cosi come maggiore è la percentuale di donne che si ritengono competenti in materia (passate dal 16% del 2008 al 36,2% del 2012). Non solo, ma in risposta alla persistente crisi economica, l'universo femminile mostra sempre più coraggio e un'accresciuta propensione al rischio: se nel 2008 solo il 43% delle donne sentiva di poter riuscire a mettersi in affari da sola, nel 2012 questa percentuale è salita al 60,4%.

DONNE E SENSIBILITÀ FINANZIARIA
Oggi si assiste a un progressivo e peculiare avvicinamento della donna al mondo finanziario, con crescenti autodeterminazione e autonomia delle scelte di protezione e investimento", conferma Isabella Falautano, head of communication, corporate responsibility & public affairs di Axa in Italia.
Un percorso femminile, quello messo a fuoco da Axa, che vede la donna passare da oggetto di protezione a soggetto attivo responsabile della protezione. Non è un caso, dunque, che in virtù della maggiore consapevolezza sulle prospettive di vita sempre più estesa: "Siano proprio le donne a mostrare un crescente interesse verso nuovi strumenti di protezione del tenore di vita futuro, come le polizze Long term care e i fondi pensione".

GLI OSTACOLI DA SUPERARE
Nel contesto italiano, tuttavia, non si può negare che la gestione del denaro continui a essere considerata un'attività molto più maschile che femminile: "Esistono ancora delle resistenze di tipo psicologico - sostiene Falautano - innanzitutto, legate alla persistente rappresentazione della finanza come territorio complicato, misterioso e altamente rischioso".
A ciò si affianca una percezione del mondo bancario e assicurativo inteso come ambito storicamente maschile, una sensibilità culturale errata che alimenta un senso di inadeguatezza di genere.
Senza dimenticare, ovviamente, le difficoltà oggettive scontate quotidianamente dalle donne costrette a conciliare, ancora senza sufficienti supporti, vita professionale e familiare. In questo senso, secondo la manager di Axa, è necessario uno sforzo collettivo per la creazione di una rete welfare pubblico-privato al femminile, cui si aggiunga un modello di conciliazione vita-professione che preveda formule di lavoro flessibili.
"Inventare nuove politiche per la genitorialità o promuovere l'educazione finanziaria delle donne - sottolinea Falautano - sono priorità strategiche per il mercato assicurativo".

I VANTAGGI DELLA FINANZA ROSA

Nella traiettoria di avvicinamento delle donne alle problematiche gestionali, per Isabella Falautano il punto cruciale è rappresentato da una "femminilizzazione delle aspettative nei confronti del settore".
Per raggiungere questo obbiettivo, da una parte è necessario un aumento effettivo delle donne all'interno delle istituzioni finanziarie, dall'altra è auspicabile un'iniezione di valori simbolici femminili nell'ambito economico. Anche su questo punto, la ricerca condotta da Episteme per Axa ha evidenziato dei positivi passi in avanti:
"Le aspettative nei confronti del mondo finanziario, sia di donne che di uomini, vanno concentrandosi sempre di più su valori caratteristici dell'universo femminile: trasparenza, correttezza, flessibilità, calore nella relazione, empatia", spiega Falautano. Valorizzare la diversità di genere significa, dunque, sia rivolgersi alle donne come consumatori peculiari e come segmento di mercato, sia valorizzare il loro ruolo nella governance della struttura aziendale.
"Anche perché le donne manager sono portatrici di una visione peculiare e complementare a quella maschile, che può consentire di cogliere sfumature diverse in segmenti di clientela emergenti - conclude Isabella Falautano -. Un'ulteriore sfida è il recupero di valori femminili nella comunicazione e nella relazione con il cliente: leggere al femminile una società che cambia è una sfida che noi per primi siamo chiamati a raccogliere".

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