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La copertura della Responsabilità ambientale in Europa

Il recepimento della ELD è ancora soggetto a disparità di interpretazione nei paesi UE

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Fonte giuridica della Responsabilità Civile inquinamento nell'Unione Europea è oggi la Direttiva 2004/35/CE (nota come ELD), emanata nel 2004 e della quale si prevedeva il recepimento, all'interno dei regolamenti locali, entro il 30 Aprile 2007.
Gli Stati Membri hanno tuttavia incontrato inattese difficoltà nell'armonizzare le nuove procedure con le normative già esistenti, e per alcuni di essi l'attività di recepimento della Direttiva è ancora in fase di completamento, sebbene il termine previsto sia ormai trascorso da qualche anno.
Nonostante uno degli obiettivi primari della Direttiva fosse quello di garantire in tutti gli Stati Membri un approccio univoco alle problematiche relative alla tutela ambientale, si è evidenziata una certa disparità di interpretazione da un Paese all'altro.
Ciò ha determinato una serie di problemi per il comparto assicurativo, giacchè la mancanza di chiarezza circa i principi sottesi alla responsabilità che discende dalla ELD e le divergenze esistenti tra i vari ordinamenti locali, impattano necessariamente sul modo in cui vengono elaborati i prodotti assicurativi offerti nell'ambito dell'Unione.
La Direttiva, in realtà, non prevede l'obbligo di munirsi di coperture di tipo finanziario, come le polizze assicurative, ad esempio, oppure certi tipi di bonds bancari disponibili sui mercati europei. Tuttavia, le conseguenze economiche anche gravi che il regime di responsabilità imposto può implicare per gli operatori, costituiscono un forte incentivo all'acquisto di tali prodotti.
Secondo uno studio di Swiss Re (*), comunque, forse proprio a causa della lentezza nel recepimento della sua normativa a livello locale, il numero di incidenti effettivamente riconducibili all'implementazione della ELD sarebbe ancora assai limitato ed il loro impatto a livello assicurativo trascurabile. Poche ma significative le eccezioni a quanto sopra, come in occasione del versamento di fanghi tossici che nell'Ottobre del 2010 causò in Ungheria il caso di inquinamento chimico forse più grave mai registrato in Europa.
Evento, questo, particolarmente emblematico, perché, nonostante fosse tra gli Stati Membri più attivi a tale riguardo, al momento dell'incidente l'Ungheria non aveva ancora pienamente recepito la Direttiva nel proprio ordinamento. Pertanto, anche per la mancanza di una copertura assicurativa sufficiente da parte dell'operatore, gli ingenti costi di bonifica resteranno quasi interamente a carico dello stato ungherese.

PRODOTTI ASSICURATIVI SU RESPONSABILITÀ AMBIENTALE IN EUROPA

Come si è accennato, a causa del diverso livello di recepimento della ELD, i prodotti assicurativi offerti negli Stati Membri si differenziano grandemente gli uni dagli altri.
In Spagna, ad esempio, già dal 1994 (e dunque assai prima che la Direttiva entrasse in funzione) è operativo il PERM, un pool che raggruppa una trentina di compagnie di assicurazione e riassicurazione ed offre due tipi principali di copertura, il modello Base" ed il modello "Esteso".
La copertura "Base" assicura la responsabilità civile per danni da inquinamento e contaminazione del suolo, ad eccezione del terreno di proprietà dell'Assicurato, inclusi i danni alla "biodiversità" ed i costi di risanamento.
La formula "Estesa", invece, copre anche la contaminazione dei terreni di proprietà dell'Assicurato, nonché i danni da interruzione di attività di terzi e perfino l'eventuale pregiudizio sofferto dai dipendenti dell'Assicurato, per infortunio occorso in occasione di lavoro o di servizio.
La validità temporale dell'assicurazione prevede che la contaminazione sia iniziata successivamente all'inizio della copertura, o che essa sia stata scoperta per la prima volta nel corso della durata della polizza. In ogni caso, l'evento dannoso deve essere denunciato nel corso di validità della polizza stessa (claims made), oppure entro il limite massimo di due anni dalla sua scadenza (extended reporting period). La data del sinistro è quella della sua prima scoperta verificabile.
In Francia, ove non è previsto alcun obbligo di assicurarsi, l'ASSURPOL opera dal lontano 1989 e rappresenta circa 40 compagnie di assicurazione e riassicurazione, sia francesi che estere, offrendo copertura per la responsabilità civile da inquinamento a chiunque svolga attività commerciali, industriali, oppure professionali (come ingegneri e supervisori nel campo dell'edilizia). Sono coperti i pregiudizi materiali e corporali causati a terzi, inclusi i danni da interruzione d'esercizio direttamente conseguenti ad un danno risarcibile e i "danni finanziari puri", ovvero non correlati ad alcun danno di tipo materiale, come ad esempio le spese per la preventiva evacuazione dei fabbricati. Le spese per la decontaminazione dei siti propri e/o di terzi, i costi sostenuti per prevenire un danno considerato imminente e certo ed i "danni alla biodiversità" sono disponibili come estensioni di garanzia.
Non è prevista una limitazione temporale specifica, purchè il danno da inquinamento sia conseguenza di un evento improvviso, fortuito ed imprevedibile, ovvero non causato in modo lento e graduale dal normale svolgimento dell'attività dell'Assicurato. La validità temporale della polizza, infatti, in conformità al dettato della legge francese, ammette tutti i sinistri denunciati nel corso di validità della polizza stessa (claims made), senza alcun limite di retroattività e con almeno 5 anni di "extended reporting period".

LA COPERTURA DELLA RESPONSABILITÀ AMBIENTALE IN ITALIA
Ma il pool di più antica costituzione è proprio quello italiano, nato nel 1979 ed attualmente rappresentato da 31 assicuratori e 5 riassicuratori internazionali. Il suo prodotto più recente, la Polizza di Reponsabilità Ambientale Insediamenti 2011, è disponibile da giugno dello scorso anno e si compone di una garanzia base e 4 garanzie opzionali. La garanzia base copre i danni a terzi da inquinamento, inclusi quelli da interruzione d'esercizio, sia per le aziende che svolgono attività produttiva, che per le attività di stoccaggio o deposito. E' compresa la responsabilità direttamente derivante dalla ELD per le spese di bonifica e ripristino ambientale e sono previste estensioni opzionali:
1.per i danni da amianto, conseguenti ad incendio, esplosione e scoppio, incluse le spese di rimozione e smaltimento di tale materiale;
2.per le spese di decontaminazione all'interno del sito assicurato, sostenute in seguito ad un evento coperto;
3.per le operazioni di carico e scarico, effettuate con mezzi meccanici presso terzi;
4.per la responsabilità civile ed ambientale relativa alla committenza del trasporto di merci pericolose, affidate dall'Assicurato a vettori terzi (limitatamente al trasporto su gomma o ferrovia).
Il Pool Inquinamento offre una capacità pari a 50 milioni di euro, anche se da qualche anno esistono sul mercato italiano prodotti offerti da compagnie di assicurazione esterne al consorzio, operanti in alternativa o in aggiunta ai limiti da esso previsti.

(*) Swiss Re - European Legal Developments in 2010: Implications for P&C Insurers

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