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Solvency II troppo rigida, a rischio gli investimenti

Insurance Europe ribadisce il rischio che la direttiva richieda agli assicuratori continentali riserve "impropriamente elevate". Intanto, nel 2013, asset under management in crescita del 3,2% a 8,5 trilioni di euro

01/09/2014
Sono stati 8,5 trilioni di euro gli investimenti delle assicurazioni in Europa a fine 2013, con un incremento del 3,2% rispetto al 2012. Ma il futuro è un'incognita e gli investimenti sono a rischio. L'allarme arriva direttamente da Insurance Europe, la federazione delle imprese assicurative europee. Responsabile delle difficoltà dei principali investitori istituzionali europei sarebbe ancora una volta l'entrata in vigore della direttiva Solvency II, che dal 2016 influenzerà la capacità degli assicuratori di continuare a essere investitori stabili e a lungo termine.

Gli investimenti delle assicurazioni in Europa pesano circa per il 60% di tutto il Pil del continente, fornendo un grande contributo all'economia europea, promuovendone la crescita (quando c'è) e la stabilità proprio attraverso asset allocation a lungo termine. Questo ruolo è, tuttavia, minacciato: Insurance Europe, mentre sottolinea ancora una volta la positività del passaggio a un regime di regolamentazione basato sul rischio e riconoscendo che la versione finale di Solvency II è stata migliorata, fa sapere che alcuni aspetti della direttiva, nonché la sua attuazione pratica, richiederanno agli assicuratori di tenere in riserva impropriamente" un'elevata quantità di capitale che disincentiva proprio gli investimenti a lungo termine.

Nonostante le enormi difficoltà dell'economia europea, il mercato del Vecchio Continente resta il principale al mondo per gli assicuratori. Nel 2013, l'Europa rappresentava il 35% del giro d'affari mondiale, gli Stati Uniti il 30%, l'Asia il 28% e insieme Oceania e Africa appena il 3%.
Nel 2013, il valore dei premi totali a livello europeo ammontava a 1119 miliardi di euro, mentre sinistri vita e danni pagati dalle assicurazioni sono stati pari a 943 miliardi di cui 618 miliardi nel settore vita e 325 in quello danni, con un incremento del 4,4% rispetto all'anno precedente. 

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