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Sanità complementare, la via francese

Un provvedimento del ministero della Salute transalpino consentirà di rafforzare l’accesso alle cure per le persone meno abbienti

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Un’assistenza sanitaria complementare più inclusiva. In Francia, 10 milioni di cittadini meno abbienti avranno accesso gratuitamente all’assicurazione sanitaria complementare oppure pagheranno meno di un euro al giorno. Lo ha annunciato ministero della Salute guidato da Agnès Buzyn, precisando che il nuovo dispositivo, in vigore da questo mese, consentirà di rafforzare l’accesso alle cure e di incoraggiare quanti rinunciano a curarsi per mancanza di mezzi.
In Francia, oltre ai servizi sanitari pubblici coperti dalla Sécurité sociale, da 20 anni tutti i cittadini devono sottoscrivere un’assicurazione complementare per ottenere rimborsi a visite, medicinali e cure.
Il provvedimento varato dal governo sta facendo convergere due aiuti pubblici: la copertura medica universale (Cmu) e l’aiuto complementare salute (Acs). L’esecutivo presenta la riforma come un passo avanti sociale importante in quanto consentirà ai francesi più bisognosi di curarsi meglio spendendo meno. D’ora in poi sei milioni di nuclei familiari con redditi inferiori a 746 euro al mese (per ogni singola persona) avranno accesso gratuitamente alla nuova mutua. Per gli altri eleggibili alla nuova formula dell’assicurazione complementare, se le loro risorse non superano i 1.000 euro mensili, costerà poco meno di un euro al giorno.
Ad esempio, per un pensionato che percepisce 1.000 euro al mese, la mutua costerà 120 euro all’anno. Il prezzo varia, però in base all’età: dagli otto euro mensili per i giovani di meno di 29 anni, fino ai 30 euro per gli ultra-settantenni.  


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