Francia, una tassa sulle proteste
Amrae ha tuttavia criticato la proposta di introdurre una sovrattassa sulle polizze per i danni ai beni per coprire le perdite provocate dalle rivolte sociali
Amrae, l’associazione francese dei risk manager, ha criticato la proposta del governo di introdurre quella che è stata definita “una sovrattassa sulle sommosse” sulle polizze assicurative per i danni ai beni per coprire le perdite provocate dalle rivolte sociali.
La misura, approvata al Senato nell’ambito della discussione sulla prossima legge di Bilancio, prevede l’introduzione, a partire dal 2027, di un’aliquota del 5% su questo genere di copertura per finanziare un nuovo fondo nazionale di riassicurazione per i danni causati da sommosse e rivolte sociali.
Amrae ha evidenziato che queste polizze presentano già oggi un onere fiscale eccessivo, con diverse aliquote che si accumulano fra di loro e che finiscono per generare premi ben più elevati di quelli che si registrano in altri paesi europei, ponendo le imprese francesi in una posizione di svantaggio competitivo. Nel dettaglio, l’associazione ha posto in evidenza che per ogni 100 euro spesi in assicurazioni per danni ai beni, i clienti si trovano a pagare 54 euro in tasse: il 20% per le catastrofi naturali, il 16% per il terrorismo e ora pure il 5% per le rivolte sociali.
“Più di un terzo del premio non serve più per coprire il rischio”, ha affermato Amrae in una nota. L’associazione ha quindi chiesto “un approccio responsabile e coerente al rischio di rivolte sociali, basato su prevenzione, incentivi e competitività, piuttosto che sull’accumulo di tasse obbligatorie che finirebbero unicamente per penalizzare l’economia francese in maniera permanente”.
Questa news è tratta dalla rubrica "Uno sguardo sul mondo" che è stata pubblicata venerdì 19 dicembre 2025 su Insurance Daily: clicca qui per scaricare il numero completo.
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