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La sotto-assicurazione vale 8.200 miliardi di euro

Secondo uno studio di elipsLife, compagnia B2B interamente partecipata da Swiss Re, e Prometeia, la domanda di protezione per il mercato italiano si attesta a circa 10mila miliardi

30/05/2019
Se la domanda complessiva stimata di protezione per il mercato italiano si attesta a circa 10mila miliardi di euro, di cui 1.500 miliardi coperti dal sistema di welfare pubblico e 300 miliardi già assicurati, sono circa 8.200 i miliardi di euro scoperti, cioè senza copertura alternativa. È l'allarme lanciato da elipsLife, compagnia B2B interamente partecipata da Swiss Re, e Prometeia in una loro recente ricerca sul fabbisogno di protezione nel nostro Paese.  
L’obiettivo dello studio è i fornire un’analisi su come il mercato italiano si articola, a partire dal cosiddetto primo pilastro, passando per il welfare aziendale per arrivare alla diffusione dalle assicurazioni individuali. 

La ricerca sostiene che il livello di sotto-assicurazione in caso di morte o invalidità permanente riguarda l’82% del fabbisogno stimato di importo assicurabile, dato che mostra anche tutta la fragilità del sistema di welfare pubblico italiano, oggi insufficiente per proteggersi dall’impatto finanziario di eventi gravi. “D’altra parte – fanno notare elipsLife e Prometeia –, solo il 3% circa del fabbisogno complessivo stimato di protezione dei lavoratori italiani è a oggi coperto da polizze vita collettive o individuali”. 
Lo studio mostra come un evento serio e improvviso “influirebbe in modo significativo sull’equilibrio economico attuale e di lungo termine di una famiglia che conta solo sul primo pilastro”. Le rendite garantite dai sistemi di welfare pubblico, considerati i servizi di Inps, Inail e delle casse di previdenza, sono in media inferiori a 9.000 euro lordi all’anno. Se si considera, dicono i relatori della ricerca, che la spesa totale per sostenere la crescita di un bambino da zero a diciotto anni può variare da 114mila a 271mila euro queste somme si dimostrano inadeguate per affrontare il rischio.  

Professionisti, lavoratori autonomi a basso reddito, dipendenti pubblici e giovani famiglie con pochi anni di contribuzione sono le categorie maggiormente esposte alle conseguenze finanziarie dei rischi biometrici: solo il 3% dei lavoratori, generalmente senior manager dei settori industria, commercio e servizi, si legge nello studio, possono beneficiare di coperture assicurative previste dagli accordi contrattuali nazionali. Il cuore della proposta di elipsLife, ha spiegato nella nota Massimo Carassinu, ad di elipsLife Italia, è offrire assicurazioni aziendali che usufruiscano della mutualità ed evitino il rischio di anti selezione. 

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