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Crimine informatico: spaventano furto d'identità e bullismo

Nella prima edizione del Barometro cyber & digital protection di Europ Assistance, le paure degli italiani legarti all’uso dei device tecnologici e di internet

13/02/2019
Quando si tratta di protezione dei dati personali su internet e nei circuiti virtuali in genere, gli italiani hanno fiducia di banche e società di emissione di carte di credito. Sono anche quelle da cui dichiarano di poter acquistare soluzioni di protezione contro il cyber crime in alternativa alle software house. 
Del resto il crimine informatico è un tema che sta interessando molto i cittadini italiani, secondo quanto ha rilevato il primo Barometro cyber & digital protection di Europ Assistance, indagine condotta in Europa e Stati Uniti da Lexis Ricerche, proprio sulla consapevolezza e la percezione dei rischi digitali. 
Nonostante si conoscano i rischi, e ci sia interesse per nuovi sistemi potenzialmente disponibili sul mercato per la protezione della propria impronta digitale, come spesso accade c’è poca proattività nel tutelarsi.  

Il pericolo arriva sempre più di frequente dagli smartphone: meno di un italiano su due (48%), si legge nella ricerca, protegge il proprio device da virus o malware. Furto d'identità, protezione di bambini e anziani, cyber bullismo sono riconosciuti però come un problema concreto. 
Rispetto alla media europea, la ricerca registra un +5% di chi è preoccupato in Italia di un hackeraggio del proprio conto corrente online, +9% di chi teme un furto della carta di credito, +6% l'hackeraggio dei propri dati sulle piattaforme per l’acquisto online. 
Fonte di grande preoccupazione è il cyberbullismo: il 55% teme l’adescamento di un minore online da parte di malintenzionati, il 54% un attacco di cyberbullismo nei confronti dei propri figli e il 53% che qualcuno possa persuadere i propri figli a rilasciare online informazioni private.  

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