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Sanità privata: un macigno su chi ha più bisogno

Secondo Rbm, gli over 60 spendono ogni anno oltre 23 miliardi di euro in prestazione sanitarie private

10/12/2018
Nella sanità privata vige quasi un’imposta regressiva: meno si ha e più si spende per curarsi. Secondo i numeri di Rbm, il 6,43% della spesa sanitaria privata arriva da chi ha redditi inferiori a 15.000 euro annui. Dato non sorprendente, visto che chi ricorre alla sanità privata si trova spesso in condizioni di reale bisogno. E magari non ha più il tempo, la forza e le capacità di lavorare in maniera continuativa. Come nel caso degli over 60 che, su una spesa complessiva di 40 miliardi di euro nel 2018, hanno acquistato prestazioni sanitarie per 23 miliardi di euro. O, ancora, degli oltre 25 milioni di italiani malati cronici o non autosufficienti cui fa riferimento il 58% della spesa sanitaria complessiva.
“Il costo medio pro capite sostenuto dagli anziani, (1.356,23 euro annui) penalizzati da situazioni reddituali mediamente meno favorevoli, è più che doppio rispetto a quello registrato per tutti i cittadini”, ha osservato Marco Vecchietti, amministratore delegato e direttore generale della compagnia. “Un'altra fascia che acquista prestazioni sanitarie private – ha aggiunto – è quella delle persone che convivono con una patologia cronica, ovvero quasi un italiano su due”.
Il ricorso alla spesa intermediata, com’è noto, resta ancora minoritario in Italia, assai lontano dai livelli toccati in altri paesi europei. “Attualmente, nel nostro Paese le forme sanitarie integrative intermediano una spesa sanitaria pro capite di circa 95 euro, cinque volte meno che in Francia e due volte in meno che nel Regno Unito”, ha illustrato Vecchietti. Il problema, ha chiosato, è che “il sistema non è costruito per coprire i cittadini, ma i lavoratori”. E la soluzione, a detta di Vecchietti, passa da un rafforzamento e da un’estensione del secondo pilastro che “non solo è realizzabile, ma garantirebbe accesso alle cure a tutti i cittadini, colmando quelle differenze che si fanno ogni anno più marcate”.

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