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Settore vita, bene il ramo I nonostante i rendimenti

Anche a fronte del calo della raccolta, gli investimenti 2012-2017 sono stati costanti, dice Ivass

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Parlando del ramo vita, si è portati a semplificare: prodotti garantiti (ramo I) in calo, polizze d'investimento (ramo III, unit-linked) in grande sviluppo. In parte è vero, anche se, appunto, è una semplificazione. Nel suo bollettino statistico, Ivass dedica un approfondimento al conto tecnico vita dal 2012 al 2017 per i due rami maggiormente significativi, il I e il III, pari complessivamente al 96% della raccolta.  

Il ramo I nel 2017 ha segnato un calo significativo, pari al 14,7%, per un totale di 62,8 miliardi di euro raccolti dalle compagnie in Italia, in netto peggioramento rispetto ai 73,6 miliardi (comunque in calo del 5,4%) di fine 2016. È proprio nell'ultimo biennio, scrive Ivass, che "si riscontra una netta inversione di tendenza rispetto all'incremento della produzione tra il 2012 e il 2014, pari nel complesso al +27%". 
Il ramo III, per contro, ha avuto nel 2017 una crescita molto consistente, pari al 25,1%, cioè 30,1 miliardi, con un tasso medio annuo (2012-2017) del +16,8% e picchi di oltre il 40% nel 2014 e 2015. La crescita nel 2017, tuttavia, segue un'ampia riduzione dell'anno prima, pari al 24,5% (24 miliardi).  

La diligenza delle compagnie nella selezione dei rischi è evidente nei dati tecnici. In primis, i redditi degli investimenti del ramo I, fa notare Ivass, hanno contribuito al conto tecnico per un importo pressoché costante nel periodo considerato (2012-2017), pari a 13,5 miliardi di euro, "nonostante – precisa l'Istituto – i bassi tassi dei titoli obbligazionari". Le riserve tecniche del ramo I sono in aumento, anche a fronte della riduzione della raccolta premi; tuttavia Ivass registra un lieve incremento del rapporto oneri per sinistri/riserve matematiche, che dal 5,7% del 2016 passa al 5,8%, e una riduzione delle operazioni di riscatto rapportate alle riserve matematiche. 
Crescono le spese di gestione del ramo I (pari al 4,6% a fronte del 4,1% del 2016) alla luce della flessione della raccolta.   

Nel ramo III, contraddistinto da maggiore volatilità e dall'assenza di garanzie finanziarie per l'assicurato, sottolinea Ivass, gli investimenti nel 2017 hanno reso 18,8 miliardi a fronte di 15,4 miliardi dell'anno precedente. Anche per il ramo III, Ivass segnala un incremento delle riserve, "dovuto essenzialmente al contenimento degli oneri per sinistri e all’incremento della produzione", mentre le spese restano invariate rispetto al 2016, sebbene la raccolta sia incrementata. 

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