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Polizze più semplici e chiare

L’associazione vara le nuove linee guida per la stesura dei contratti

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Inutile girarci in intorno: in Italia la gente sa poco e nulla di economia e linguaggio giuridico, ancor meno di assicurazioni. E così può anche capitare che il cliente, messo davanti a una polizza, si ritrovi a firmare qualcosa che non capisce pienamente. Il lessico di tutti i giorni degli addetti ai lavori, come scoperti o franchigie, può trasformarsi in un ostacolo insormontabile per il consumatore che desidera acquistare una copertura. I ricorsi giudiziari, che spesso fanno da corollario alle richieste di indennizzo, trovano talvolta la loro prima causa nelle pieghe di un contratto che risulta poco masticabile per l’uomo della strada.
Così, proprio per sopperire a queste lacune, l’Ania ha pubblicato ieri le nuove linee guida per la stesura dei contratti assicurativi. L’obiettivo del documento è chiaro fin dal titolo: Contratti semplici e chiari. E punta a migliorare la consapevolezza del consumatore che si appresta ad acquistare una polizza assicurativa. 
L’iniziativa, realizzata insieme alle rappresentanze di agenti, broker e consumatori, segue uno specifico invito dell’Ivass, che ha poi condiviso metodologia e risultati del lavoro svolto dai diversi partecipanti. Come si legge in una nota, “il consiglio direttivo dell’Ania ha deliberato di adottare le linee guida con una progressiva applicazione ai nuovi prodotti”. In aggiunta a quanto inserito nelle linee guida, l’associazione guidata da Maria Bianca Farina ha inoltre raccomandato alle compagnie “l’inserimento nei propri contratti di un termine per la liquidazione del danno definito da ciascun impresa anche in relazione alla tipologia di ogni contratto”.

FRA BUON SENSO E FORMATO ELETTRONICO
Un linguaggio più intelligibile, maggior coerenza fra rubriche e contenuto, soluzioni grafiche che possano migliorare la chiarezza e la trasparenza del contratto: gran parte delle nuove linee guide appaiono quasi come norme di buon senso. È in quest’ottica che va letta, per esempio, l’indicazione a fornire le informazioni in maniera immediatamente comprensibile, senza inutili giri di parole: insomma, anziché scrivere Casa sicura, con esclusioni che limitano la garanzia ai soli eventi piovosi, perché non parlare più semplicemente di Garanzia pioggia? E ancora, il documento ammette la presenza di riquadri esplicativi o box di consultazione, soluzioni grafiche che, pur non avendo valore contrattuale, avrebbero la possibilità di rendere più comprensibile il testo del contratto. Indicazioni a cui si aggiungono l’agognato superamento della distinzione fra condizioni generali e condizioni speciali, l’uso di caratteri dal particolare rilievo grafico e l’invito a produrre una nuova scheda di polizza in caso di variazioni contrattuali.
Ampio spazio è inoltre dedicato alla possibilità di redigere contratti in formato elettronico, cosa che consentirebbe l’utilizzo di funzionalità come riquadri, finestre o pop-up dinamici: soluzioni di cui è meglio non abusare, perché un uso eccessivo potrebbe rendere difficile la lettura, ma che comunque renderebbero senz’altro più chiaro il contratto per il cliente.

DALLA COPERTINA AL GLOSSARIO
Non si giudica un libro dalla copertina, ma magari una polizza sì. “Una buona copertina – si legge nelle linee guida – contribuisce alla chiarezza e alla sintesi nella presentazione”. Insomma, chiarezza e semplicità unite alle principali informazioni sul prodotto: denominazione, logo e simbolo della compagnia e del gruppo di appartenenza; tipologia contrattuale e nome commerciale; edizione del contratto.
Stesse indicazioni di chiarezza e trasparenza anche per pagina di presentazione, indice e glossario. Più approfondite, invece, le novità sulla scheda di polizza: il cosiddetto frontespizio dovrà contenere i dati di contraente, assicurato e beneficiario, oltre che al richiamo al nome commerciale del prodotto con l’indicazione delle garanzie base e opzionali. In caso di contratto su supporto cartaceo, il documento consiglia di evidenziare in maniera chiara le garanzie operanti ed escluse, magari raggruppandole in due blocchi diversi.

IL PESO DELLA NORMATIVA
Le nuove linee guida, forse non a caso, arrivano in un momento di enorme rinnovamento giuridico. La direttiva Idd incombe e, con lei, tutte le raccomandazioni a una maggior tutela del cliente e una più agevole confrontabilità dei prodotti. In questo contesto, non stupisce che molte novità tocchino l’oggetto del contratto di assicurazione, ossia quell’insieme di coperture e distinzioni che garantiscono la copertura. L’invito è quello di arrivare a uno standard omogeneo, con un’articolazione dei capitoli che possa rendere più agevole la comparazione fra prodotti diversi e la comprensione di limiti e vantaggi. 
Il tutto, ripetuto ormai come un mantra, “redatto in modo chiaro e trasparente, con l’utilizzo di termini comuni, facilmente comprensibili da parte del cliente, eliminando – per quanto possibile – tecnicismi e formule di difficile interpretazione”. Per colmare così definitivamente il gap che separa un astruso produrre la documentazione da un più semplice consegnare il documento.

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