Retribuzioni, Ania sostiene la parità in base ai Ccnl rappresentativi
Le associazioni datoriali hanno presentato una memoria congiunta sul recepimento della direttiva Ue in materia di trasparenza retributiva
Confindustria, Abi, Ania, Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti e Legacoop hanno presentato in commissione al Senato una memoria congiunta sul recepimento della direttiva Ue in materia di trasparenza retributiva e parità di retribuzione tra uomini e donne.
Le associazioni hanno confermato che, nei termini previsti dalla direttiva, la parità di trattamento non significa "uniformare le retribuzioni", ma garantire che le differenze si basino su "criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere", si legge in una nota. Hanno valutato positivamente l'introduzione nello schema di decreto legislativo sulla presunzione di conformità ai principi di parità e trasparenza per i ccnl firmati dalle organizzazioni più rappresentative, perché questi contratti definiscono gli inquadramenti e le classificazioni in base a criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere.
Le associazioni chiedono però maggiore coerenza nel testo: "per individuare lo stesso lavoro e il lavoro di pari valore bisogna fare riferimento, in ogni caso, ai ccnl sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative nel settore interessato", scrivono, giacché un "generico richiamo al contratto applicato dal datore di lavoro" rischierebbe di produrre "effetti distorsivi".
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