Ania: longevità, un paradosso e una sfida per il Paese
Giovanni Liverani, presidente dell'associazione, è intervenuto al convegno di Itinerari Previdenziali per parlare di previdenza, sanità e welfare
"Servono incentivi fiscali per aumentare il risparmio previdenziale". A dirlo è Giovanni Liverani, presidente di Ania, intervenuto al convegno di Itinerari Previdenziali, in corso oggi, 5 marzo, a Milano. Liverani ha ricordato che la soglia di deducibilità fiscale dei contributi è ferma da oltre vent’anni a poco più di 5.000 euro e l'aumento recentemente introdotto è stato di "soli" 135 euro. "È certamente un primo passo, anche se timido; un segnale che lascia sperare nell'attenzione del decisore pubblico", ha detto.
Bene, invece, la portabilità dei contributi dei datori di lavoro verso tutte le soluzioni previdenziali esistenti sul mercato; un passo contenuto nella legge di Bilancio, definito "coraggioso" dal presidente di Ania: "questa modifica – ha precisato – servirà a stimolare l'efficienza e la competizione all'interno del settore dei fondi pensione caratterizzato in Italia da rendimenti sub-ottimali e costi elevati rispetto al suo potenziale e soprattutto rispetto a ciò che avviene in altri paesi del mondo". La portabilità, secondo Ania, non è una "penalizzazione per i fondi negoziali", ma un modo per far rendere di più il risparmio e l’investimento previdenziale, nonché una misura di protezione del potere d’acquisto futuro.
Per quanto riguarda la salute, la spesa out of pocket è di circa 45 miliardi di euro l'anno, che si aggiungono ai circa 138 miliardi dello Stato: "è un flusso di risorse che - ha spiegato Liverani - da un lato è per definizione inefficiente e dall'altro sfugge in larghissima parte al servizio pubblico". La proposta di Ania è chiara: aumentare l'intermediazione di questa spesa attraverso fondi sanitari e polizze (oggi è solo al 10%), per aumentare l'efficienza e alleggerire anche il Sistema sanitario nazionale. "Canalizzare gli assicurati verso le strutture pubbliche d'eccellenza, potenziando la capacità di erogare prestazioni in libera professione intramoenia - ha argomentato il numero uno di Ania -, ridurrebbe le liste d’attesa per chi non ha una polizza e porterebbe risorse fresche agli ospedali pubblici".
L'obiettivo dell'associazione, ha ribadito Liverani, non è sostituire il servizio pubblico ma rafforzarlo con un secondo e terzo pilastro rappresentati dai fondi sanitari e dalle polizze individuali all'interno di un partenariato pubblico/privato ordinato, "adeguatamente vigilato e che garantisca robustezza e resilienza al sistema nel suo complesso", ha concluso.
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