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Ivass, nel 2013 il mercato italiano meglio della media Ue

I trend del mercato. L'arrivo, entro il 2015, dell'archivio antifrode. Il prezzo dell'Rc auto. Sono stati alcuni dei temi trattati dal presidente dell'Authority, Salvatore Rossi, nella sua relazione annuale

26/06/2014
Vedrà la luce entro il 2015 l'Aia, la banca dati unica anti frode Rc auto. Lo ha annunciato il presidente dell'Ivass, Salvatore Rossi (nella foto), nel corso della relazione annuale sull'attività 2013 dell'Istituto. Secondo Rossi la lotta alle frodi, così diffuse nel mercato Rc auto, è il principale presupposto di una stabile riduzione dei prezzi", problema, che, spiega, "dopo tanti anni, è ancora irrisolto: solo il 5% degli assicurati paga un premio paragonabile a quello medio europeo di 250 euro". Il progetto Aia, che finora ha interconnesso cinque diverse banche dati (Motorizzazione civile Ania, Pra, Consap, Ivass) sta dunque proseguendo speditamente il suo cammino; entro quest'anno saranno interconnessi altri archivi rilevanti: si punta a coinvolgere anche quattro ministeri (Economia, Sviluppo Economico, Trasporti, Interni), la Banca d'Italia, il Casellario centrale infortuni e l'Ufficio centrale italiano. "L'obiettivo - sottolinea Rossi - è quello di ricavare un numero per ogni sinistro denunciato, che esprima la probabilità di frode. Una valutazione basata sulla storia pregressa del veicolo e di tutti i soggetti coinvolti: proprietario, conducente, danneggiati, testimoni, periti, avvocati, medici".

Prezzi Rc auto ancora alti, il 95% paga più della media Ue

Rossi ha ricordato lo sforzo dell'Ivass nel tentativo "di risolvere il formidabile deficit di informazioni che connota i prezzi effettivi che si formano sul mercato e le frodi ai danni delle compagnie. "Se si riesce ad abbattere l'asimmetria informativa tra assicuratori e assicurati in materia di frodi, che innalza il prezzo medio sul mercato incoraggiando ipso facto comportamenti impropri - avvisa Rossi - il secondo passo sarà accertarsi che i conseguenti risparmi di costo siano tramutati dalle compagnie in riduzioni dei prezzi effettivi per il consumatore". L'Rc auto, ricorda Rossi, al 95% degli italiani costa di più rispetto agli altri cittadini europei. Sebbene "il prezzo effettivo medio delle polizze auto vendute è stato pari a 500 euro nel primo trimestre dell'anno con un calo del 3,8%", resta il fatto che chi ha avuto incidente in passato "può arrivare a pagare il triplo di chi non ne ha avuti". Rossi, tuttavia, ammette che il comparto ha sofferto molto gli effetti del contesto di crisi economica, riflesso nell'andamento della raccolta, che fa segnare un -8%. Se i sinistri calano come numero (-30% in ultimi quattro anni), sale invece il costo medio totale di ciascun sinistro da 3900 a 4700 euro per i maggiori accantonamenti.

Un mercato in crescita

Il quadro complessivo, tuttavia, è ampiamente favorevole per le compagnie italiane. "Nel 2013 - osserva Rossi - il mercato assicurativo italiano si è comportato meglio della media europea, facendo registrare una crescita della raccolta del 13%, mentre gli utili dell'intera industria assicurativa italiana hanno superato i cinque miliardi di euro, in linea con il 2012". Rossi ha spiegato che "in sintonia con quanto avvenuto in Europa, si sono nettamente divaricati gli andamenti dei due rami tradizionali, vita e danni: +22% il primo, -5% il secondo". In particolare, la raccolta premi su polizze previdenziali è cresciuta ancora: +33%. Il comparto ha investito in titoli di Stato 270 miliardi, in obbligazioni da imprese circa 90 miliardi di euro.

Compagnie ancora caute sul sostegno alle Pmi


Rossi ha poi ricordato che "le compagnie possono giocare una partita più attiva nel sostegno all'economia italiana e alle Pmi, ma fino a ora si sono mostrate molto caute nell'investire in maniera non tradizionale utilizzando i nuovi strumenti e opportunità previsti dalle norme". L'Ivass "tenendo conto dei vincoli derivanti dalla necessità di perseguire l'obiettivo della stabilità e dalla evoluzione della disciplina assicurativa nella direzione di Solvency II, è intervenuto per estendere le possibilità di finanziamento dell'economia da parte delle compagnie". Per questo a fine gennaio è stata ampliata la possibilità, in attuazione del decreto legge Destinazione Italia, di investire in strumenti come minibonds e attività cartolarizzate. "Due settimane fa, anche alla luce dell'iniziativa governativa denominata Finanza per la crescita, sono state poste in pubblica consultazione nuove norme volte ad ampliare le possibilità d'impiego dei fondi, anche in strumenti concepiti per convogliare risorse verso piccole e medie imprese. Il Governo ha emanato un decreto contenente, tra l'altro, norme incisive per favorire l'accesso alla finanza da parte delle imprese meritevoli, in particolare piccole e medie". Tuttavia, per Rossi "gli ampliamenti dei limiti introdotti a gennaio sono stati poco utilizzati. Le assicurazioni hanno l'opportunità di contribuire, con i necessari presidi di stabilità, a far evolvere la struttura finanziaria del Paese verso un assetto più adatto ai tempi che viviamo".

Polizze legate ai mutui e scarsa trasparenza, nuovo richiamo

Rossi è poi tornato su un tema attorno al quale l'Ivass, lo scorso anno, aveva già puntato l'attenzione: la trasparenza delle polizze legate ai mutui. "Nel 2013 l'Ivass ha inviato una lettera di richiamo al mercato. Una seconda lettera sta per essere spedita per meglio precisare gli interventi correttivi richiesti", rivela Rossi, sottolineando che queste polizze "sono state fonte di numerosi esposti, a seguito dei quali sono emerse carenze di trasparenza e correttezza".

L'attività ispettiva

Quanto, invece, al tema delle ispezioni, dell'Authority sulle compagnie assicurative, incentrate oramai sul modello di quelle di Banca d'Italia, Rossi spiega che "hanno riscontrato maggiori problemi sul fronte della governance che su quello della solvibilità", ricordando che lo scorso anno ne sono state portate a termine 26 (nove presso grandi compagnie) mentre quattro sono in corso. Tra gli interventi dell'Ivass in tema di assetto di governo delle compagnie, in sei casi è stato sollecitato un ribilanciamento dei poteri e un sistema legale che ne escluda l'eccessiva concentrazione in capo a singoli soggetti".

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