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Ddl Concorrenza, l'appello di Assofondipensione

L'associazione, in occasione del nuovo passaggio alla Camera del disegno di legge, attacca sulla portabilità del fondo

09/06/2015
Assofondipensione rinnova il suo invito a modificare alcuni articoli del ddl Concorrenza che riguardano la previdenza complementare e in particolare quello sulla portabilità dei fondi pensione, definito "un crogiolo di errori". Secondo Assofondipensione, il disegno di legge, pronto per il passaggio decisivo alla Camera, parte dal presupposto che il sistema dei fondi pensione negoziali sia poco efficiente e poco redditizio. 

Non è d'accordo il presidente dell'associazione, Michele Tronconi, che in una nota sottolinea che "le nostre performance costituiscono un’autentica storia di successo: la media dei rendimenti dei fondi negoziali dal 2008 al 20014 risulta del 3,7% annuo, più dei fondi pensione aperti (3,2%) e molto di più dei piani assicurativi individuali nuovi (2,7%)".

Il rischio della legge, inoltre, è che, mettendo in competizione fondi negoziali e prodotti, tipo i Pip, salti la logica multi-pilastro su cui dovrebbe poggiare il sistema pensionistico. Nonostante, quindi, "il lodevole obiettivo di ampliare il mercato del risparmio previdenziale, si incentiverebbero solo i Pip a carpire gli aderenti ai fondi negoziali per incamerare la dote del contributo del datore di lavoro, con un effetto a somma zero".  

In definitiva, a giudizio di Assofondipensione, "non c’è alcun fondamento economico affinché lo Stato debba favorire gli enti orientati al profitto rispetto a quelli no profit". 

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