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Insolvenze aziendali globali, l'Europa fa impennare l'indice

Secondo il report di Euler Hermes, aumento del 3% nel 2012 a livello mondiale, del 7% in Europa, del 17% in Italia

Insolvenze aziendali globali, l'Europa fa impennare l'indice hp_stnd_img
Le insolvenze aziendali a livello globale potrebbero aumentare del 3% nel corso di quest'anno. Ennesimo trend negativo che in questo caso ribalta la congiuntura dell'ultimo biennio che aveva visto questo dato diminuire del 4% nel 2011 e del 5% nel 2010. Lo rivela un report di Euler Hermes - assicuratore crediti del gruppo tedesco Allianz - che, nel tratteggiare questa tendenza generale, sottolinea anche alcune rilevanti differenziazioni geografiche.

In particolare emerge lo iato tra la macro-area nord americana, che dovrebbe mantenere indici in diminuzione del 10% (dopo il -15% registrato nel 2011) e l'Eurozona - con particolare riferimento al Sud Europa - dove è previsto un incremento del 7% che spinge al rialzo il tasso di insolvenze globale.
Per quanto concerne l'andamento dell'Asia Pacifico, l'atteso aumento del 2% dell'indice, dopo il calo del 6% nel 2011 e del 12% nel 2010, secondo Euler Hermes è imputabile non solo alla flessione economica prevista in quest'area, ma anche al fatto che dopo il livello molto basso di fallimenti nel 2011, l'indice regionale registrerà un aumento inevitabile dovuto all'apertura di nuove aziende operanti sul mercato.

Guardando più nel dettaglio la situazione del vecchio continente, si scopre che l'aumento dovrebbe essere più contenuto nel Nord Europa (+4%) e più imponente e repentino nelle nazioni piccole e maggiormente dipendenti dai mercati esteri come Belgio (+10%) e Paesi Bassi (+17%). Ancora più elevato è atteso nei paesi del Sud Europa - con picchi del 17% in Italia, del 20% in Spagna e del 25% in Grecia e Portogallo - alle prese con severe misure di austerità per far fronte al calo della domanda e alle cattive condizioni finanziarie. In Francia, dove i fallimenti sono già aumentati nei primi mesi del 2012 (ad aprile +2.5% rispetto allo stesso periodo del 2011), l'indice di insolvenza dovrebbe subire un aumento moderato, intorno al 3.5%, ma sufficiente a far salire il totale annuo ai livelli del 2009 e del 1993. In questo quadro risulta ancora più vistosa l'eccezione della Germania che si distinguerebbe come l'unico paese europeo capace di mantenere un decremento delle insolvenze pari al 2% anche nel 2012.

Questi dati evidenziano secondo Maxime Lemerle, responsabile degli studi macroeconomici di Euler Hermes il preoccupante allontanamento tra l'Europa e il resto del mondo, e dimostrano anche la maggiore disparità all'interno dei paesi dell'Eurozona settentrionali e meridionali, ai quali andrebbe aggiunta l'Irlanda. Insomma, da un lato il lieve miglioramento degli ultimi due anni non è bastato a sanare l'ondata di insolvenze del 2009, pari al 40%, dall'altro le attuali difficoltà economiche e fiscali delle nazioni più gravate dalla crisi continuano ad avere un impatto deleterio sulle aziende.

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