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Balzo dell'utile netto semestrale complessivo delle imprese a 3,02 miliardi di euro contro i 936 del 2011

Il risultato è ascrivibile al miglioramento dello spread sui titoli di Stato e una più efficiente gestione tecnica

21/12/2012
Nel primo semestre l'utile netto delle imprese assicurative è stato pari a 3,02 miliardi di euro, in netta crescita rispetto ai 936 milioni di euro del primo semestre 2011 e con un'inversione di tendenza rispetto alla perdita di 3,6 miliardi dell'anno scorso. A comunicarlo è l'Isvap.

Il risultato è principalmente da ascrivere al favorevole andamento della gestione finanziaria, dovuto soprattutto alla ripresa delle quotazioni dei titoli di Stato e dei titoli azionari, e al significativo miglioramento della gestione tecnica dei rami danni. Rispetto al primo semestre 2011, c'è un forte incremento sia per il vita, che vede un utile nette pari a 2,3 miliardi contro i 796,5 milioni dell'analogo periodo del 2011, che per il danni, con 721,1 milioni contro i 139,5 milioni dei primi sei mesi 2011.

L'incidenza dell'utile complessivo sui premi lordi contabilizzati si attesta al 5,5%. L'andamento dell'utile tecnico ammonta a 4,18 miliardi ed è in sensibile crescita rispetto agli 1,5 miliardi del primo semestre 2011. Questa dinamica è da ascrivere soprattutto al miglioramento della gestione tecnica nei rami danni, con una sensibile riduzione dell'onere complessivo dei sinistri sui premi raccolti: 70,1% rispetto al 73,2% del primo semestre 2011. Anche expense ratio ha allentato la morsa.

L'Rc auto ha mostrato un utile tecnico pari a 742 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 102 milioni del primo semestre 2011 e in netta controtendenza rispetto alla perdita di 482 milioni di euro dell'esercizio 2011. Il loss ratio si attesta al 56,6% rispetto al 62,3% nel primo semestre 2011, al netto del contributo al Fondo Vittime della Strada e dei sinistri tardivi: questi dati, da soli, spiegano il miglioramento del comparto.

A fine giugno il totale degli investimenti delle imprese assicurative era di 520,2 miliardi, mentre il patrimonio netto ammontava a 51,1 miliardi, le riserve tecniche dei rami vita a 431,6 miliardi, quelle dei rami danni a 67 miliardi.

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