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Mancati pagamenti tra privati in crescita nel 2012 in Italia

L'ultimo rapporto sul tema, realizzato da Euler Hermes, mostra un fenomeno in aumento del 15%

28/02/2013
I mancati pagamenti tra le imprese italiane sono in aumento. Nel 2012 la frequenza dei debiti non onorati sul mercato interno è aumentata del 15% rispetto all'anno precedente. Ad affermarlo è il report realizzato da Euler Hermes sui Mancati pagamenti. Secondo lo studio, anche nel corso del 2013 assisteremo alla crescita di questo fenomeno, pur con un trend in rallentamento.

I dati annuali dello scorso anno, rispetto al 2011, registrano sul mercato interno la crescita della frequenza (+ 15%), indicatore del numero dei mancati pagamenti, mentre la severità, analisi degli importi medi, decelera invertendo il trend lievemente (-3%). Il mercato export, sul fronte della frequenza è stabile nel 2012 rispetto ai valori 2011, mentre mostra segnali di deterioramento sul fronte degli importi medi dei debiti non onorati (+ 16%).

Secondo Michele Pignotti, capo di Euler Hermes per l'area del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente, il forte rallentamento dei consumi privati, le condizioni di accesso al credito restrittive, insieme ad una struttura finanziaria molto indebitata delle imprese italiane, stanno alimentando sul mercato interno la crescita dei debiti non onorati tra le aziende''.

Sono molti i settori colpiti nel mercato domestico tra i quali il comparto food, affetto dall'inefficienza della catena distributiva e dalla crescita dei costi per le imprese agricole, i trasporti, fortemente penalizzati dagli elevati costi del carburante, l'automotive, spinto verso il basso dal forte calo della domanda. Il sistema casa è l'unico comparto che mostra segnali positivi, trainato particolarmente dai nuovi prodotti high-tech che entrano a far parte dei consumi domestici.

Dal lato export, prosegue Pignotti, "si evidenzia un peggioramento dei pagamenti soprattutto in termini di importi medi. A incidere su quest'ultimo dato, gli incrementi registrati nei settori chimica, siderurgia, meccanica e commodities. Tra i principali mercati di destinazione, dove è più alta la severità degli insoluti, si segnalano la Francia, la Germania, la Polonia, la Romania e la Turchia".

"Le parole chiave - sottolinea Pignotti - sono crescita e competitività. La crescita richiede riforme non più rinviabili, come l'attenuazione della burocrazia e la riduzione della pressione fiscale". Altrimenti, nonostante sia affrontato in modo serio il problema della messa in sicurezza dei conti, si continuerà ad essere poco attrattivi agli occhi degli investitori esteri. "Occorre quindi un piano industriale concreto - conclude Pignotti - che supporti quelle imprese e quei settori che investono in innovazione con l'obiettivo di andare a catturare in qualsiasi parte del mondo quella domanda, che oggi nel vecchio continente sembra si sia attenuata".

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