Lavoro, i giovani sono poco soddisfatti
Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Generationship, le nuove generazioni restano tuttavia abbastanza fiduciosi sulla possibilità di trovare un impiego in linea con le proprie aspettative
Il recente record dell’occupazione non è stato accompagnato da un contestuale miglioramento della qualità del lavoro. Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio Generationship, lanciato da Unipol Changes in collaborazione con Kkienn Connecting People and Companies, produttività e redditi sono infatti rimasti sostanzialmente stabili. E a farne le spese sono state soprattutto le nuove generazioni: il 34% dei giovani lavoratori non ha un contratto standard e il 44% percepisce meno di 1.500 euro netti al mese.
La situazione risulta particolarmente critica fra le giovani donne che lavorano. Il 56% guadagna meno di 1.500 euro netti al mese e un terzo non riesce a mantenersi senza aiuti esterni. Le ragazze risultano inoltre più spesso impiegate nelle piccole imprese (47% vs 33% degli uomini), un contesto che tende a offrire minori tutele, percorsi di crescita meno strutturati e livelli retributivi più bassi.
Più in generale, i giovani si dicono poco soddisfatti e sicuri del proprio lavoro, con il 46% del totale che sta attivamente cercando un nuovo impiego. Allo stesso tempo, si dicono tuttavia fiduciosi di poter trovare un lavoro coerente con le proprie aspettative.
“Il focus sul lavoro restituisce l’immagine di una generazione tutt’altro che disimpegnata, ma estremamente esigente”, ha commentato Vittorio Verdone, chief human resources & internal communication officer del gruppo Unipol. “I giovani – ha aggiunto – non cercano scorciatoie, bensì condizioni eque: una retribuzione adeguata, sicurezza, rispetto del tempo personale e opportunità di crescita reali”.
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