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I Solvency ratio delle imprese italiane restano solidi

È quanto emerge dall’ultima rilevazione statistica dell’Ivass, che rileva una crescita di 11 punti dell’indice di solvibilità delle imprese vigilate nei primi nove mesi dell’anno

I Solvency ratio delle imprese italiane restano solidi
L’Ivass ha pubblicato sul proprio sito i principali indicatori di Solvency II relativi alle imprese vigilate. Nel documento, l’Autorità segnala che nei primi tre trimestri del 2023 il Solvency ratio medio è cresciuto di 11 punti percentuali, attestandosi al 260%, con un rallentamento nel terzo trimestre caratterizzato da una decrescita di 6 punti percentuali delle imprese multiramo, un calo di 11 punti di quelle vita, e una flessione di 5 punti di quelle danni.

Nell’ultimo trimestre, in particolare, il rapporto tra Scr e passività e pari al 5,1%; l’Ivass evidenzia inoltre che nel periodo tra dicembre 2017 e settembre 2023 il rapporto ha un valore compreso tra il 4,5% e il 5,3% e una correlazione dell’85,4% con i rendimenti dei Btp. La correlazione, osserva l’Ivass, “è maggiore per il comparto vita (92,5%), intermedia per le multiramo (52,6%) e negativa per le imprese danni (-11,9%)”.

Gli Eligible own fund (Eof) di alta qualità sono prevalenti in tutti i comparti (incidenza di Tier 1 oltre l’88%). Gli Eof di Tier 3 hanno un peso inferiore allo 0,3% per le imprese vita e multiramo e rappresentano l’1,4% per quelle danni.

Quanto ai volumi e alla composizione di attivo e passivo per macrocategorie, rispetto a dicembre 2022 il valore dell’attivo e del passivo risulta stabile (rispettivamente: -1,1% e -1,6%), “coerentemente con la sostanziale stabilità del tasso risk-free (+0,2 p.p. rispetto a dicembre 2022)”.

Per quanto riguarda i premi contabilizzati al lordo della riassicurazione, la decrescita dei premi vita continua nei primi tre trimestri del 2023 (-3,6% rispetto allo stesso periodo del 2022). Il decremento è attribuibile alle unit-linked (-29,8%), mentre crescono le polizze with-profit (+11,3%). Per quanto riguarda i rami danni, l’Ivass osserva una crescita generalizzata per tutti i segmenti (+7,6%).

Nei rami danni prosegue il trend di descrescita della concentrazione in termini di premi contabilizzati al loro della riassicurazione, mentre nei rami vita, invece, vi è maggiore concentrazione rispetto all’anno precedente.

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