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Imprese in crisi, dal factoring un potenziale di 40 miliardi nel 2024

Secondo lo studio curato da Deloitte e Assifact, il 70% delle imprese in crisi che ricorrono al factoring sono di medie e grandi dimensioni. Le aziende manifatturiere rappresentano il 78% del volume d'affari complessivo di questo mercato

Imprese in crisi, dal factoring un potenziale di 40 miliardi nel 2024
Nel 2024, in Italia, la domanda di factoring da parte di aziende in difficoltà finanziaria rappresenterà un mercato potenziale di 40 miliardi di euro. Tuttavia, il factoring a sostegno delle imprese in crisi è ancora scarsamente utilizzato: nel 2022 il volume d'affari complessivo si è attestato intorno a 3 miliardi di euro. Si aprono così ampi spazi di sviluppo per l'entrata sul mercato di nuovi operatori. È quanto emerge da uno studio curato da Deloitte e Assifact, Il Factoring come strumento per il rilancio delle imprese in crisi, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi a Milano presso la Tower Hall di UniCredit.

Nella complessa congiuntura economica, l'economia italiana sta vivendo un periodo del tutto inedito di profonda incertezza che minaccia la stabilità e le prospettive di crescita delle imprese. Lo studio Deloitte-Assifact mette a fuoco il numero di aziende a elevato rischio di credito o in situazione di vulnerabilità finanziaria: a fine 2023 potrebbero superare il 50% del totale, rispetto a circa il 42% del 2019. Sale anche il tasso di deterioramento dei crediti, che secondo le previsioni raggiungerà il 3,8% nel 2023 (dal 2,3% del 2022). Il mercato del factoring per le imprese in crisi, oggi, è focalizzato su clienti di medie e grandi dimensioni: 70% del totale imprese, che generano il 95% del volume d’affari (il 78% concentrato nel settore manifatturiero). Dal punto di vista dell'offerta, è caratterizzato dalla presenza di ancora pochi operatori, classificabili in due tipologie principali: i player specializzati in operazioni verso imprese in situazioni di pre-crisi e crisi e player generalisti, che operano in contesti distressed in maniera residuale. Nonostante si muovano in situazioni di crisi, le società specializzate riescono a gestire efficacemente il rischio di credito, mostrando una quota di crediti deteriorati sul portafoglio distressed in linea con il factoring tradizionale.

Accesso alla liquidità e rilancio delle aziende
Le imprese in crisi sono chiamate ad affrontare una duplice sfida: da un lato fronteggiare una crescente difficoltà nell'accesso al credito, dall'altro trovare soluzioni adeguate a soddisfare le proprie esigenze finanziarie per garantire la continuità aziendale. Secondo Deloitte, il factoring rappresenta una soluzione particolarmente efficace non solo per sostenere il rilancio delle aziende in distress finanziario, ma anche per prevenire rischi di dissesto nelle situazioni precedenti alla crisi. Alcune caratteristiche del factoring sono uniche, perché consentono di soddisfare il primario bisogno di continuità delle aziende in crisi garantendo l'accesso a nuova liquidità tramite l'anticipo dei tempi di incasso e la valorizzazione dei crediti commerciali. Grazie alla leva sul proprio portafoglio di crediti, con il factoring le imprese in tensione finanziaria possono ridurre il rischio dell'operazione di finanziamento e beneficiare così di condizioni economiche più vantaggiose rispetto ad altre fonti di credito. Inoltre, le società di factoring possono svolgere un ruolo essenziale nell'accompagnare l'impresa nel percorso di risanamento, garantendo la gestione del ciclo attivo e delle forniture e riducendo rischio di credito, insoluti ed eventuali pignoramenti.

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