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Ivass, indagine sulle polizze cyber

L'istituto ha analizzato l'offerta di soluzioni assicurative contro il rischio informativo

Ivass, indagine sulle polizze cyber
L’Ivass ha pubblicato stamattina i risultati di un’indagine realizzata sul mercato delle polizze assicurative contro il rischio informatico, le cosiddette polizze cyber, offerte dalle imprese del settore a privati e piccole e medie imprese. L’analisi, realizzata su un campione di 50 prodotti, evidenzia innanzitutto che “la diffusione di polizze cyber riguarda soprattutto le Pmi, mentre le coperture destinate a individui e famiglie sono meno sviluppate”. 

Le soluzioni dedicate alle imprese risultano “abbastanza articolate e mirano a proteggere le aziende contro i danni dovuti ad attacchi informatici, danni provocati a terzi per effetto dell’attacco subito, spese legali”. Le polizze per famiglie e individui si concentrano invece sui “danni conseguenti a furto o clonazione di carte di credito/debito e prepagate, furto di identità digitale, acquisti fraudolenti online”. In qualche caso sono previsti anche servizi di consulenza psicologica a seguito di eventi traumatici come cyberbullismo e cyberstalking.

Alcuni contratti, spiega l’Ivass, “prevedono stringenti prerequisiti o condizioni per rendere il rischio assicurabile, che necessitano di essere ben compresi per valutare l’adeguatezza della copertura offerta”. Particolare attenzione, prosegue l’istituto, “richiede l’esame delle esclusioni, limitazioni e franchigie che, ove proposte, riducono ampiezza e applicabilità della copertura”.

Stando alle conclusioni dell’Ivass, il mercato ha “ampi margini di sviluppo”, in particolare in presenza di “offerte ancor più flessibili, commisurate alle specifiche necessità di copertura di Pmi e individui e del loro differente grado di esposizione al rischio cyber.

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