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Raccolta premi, il primo gruppo assicurativo del mercato italiano è sempre Generali

La graduatoria annuale per gruppi di imprese stilata dall’Ania vede ancora una volta in testa il Leone di Trieste. Torna sul podio Poste Vita (seconda), poi Intesa Sanpaolo

Raccolta premi, il primo gruppo assicurativo del mercato italiano è sempre Generali hp_wide_img
Ancora Generali. È sempre il Leone di Trieste a classificarsi come leader assoluto della raccolta assicurativa italiana, conquistando anche per il 2022 sulla vetta della classifica generale dell’Ania che mostra i premi del lavoro diretto contabilizzati nei rami vita e danni, distinti per gruppo di imprese (secondo l’albo di Ivass). Un anno, il 2022, in cui si è registrato complessivamente un calo dei premi del mercato italiano pari al 9,4%, fermandosi a quota 146,4 miliardi di euro.

Generali, stabilmente primo gruppo assicurativo italiano ormai da anni, comanda la classifica con 27,8 miliardi di euro e un’incidenza di circa il 19,05% sul totale del mercato. Come accaduto nell'anno precedente, anche nel 2022, nelle classifiche per rami, il gruppo guidato da Philippe Donnet risulta in prima posizione sia nel comparto danni, sia in quello vita.

Al secondo posto risale il gruppo assicurativo Poste Vita (che lo scorso anno era quarto), con una raccolta pari a 17,57 miliardi e un’incidenza del 12% del mercato, mentre a chiudere il podio è il gruppo Intesa Sanpaolo con 17,45 miliardi di raccolta e l’11,9% di quota di mercato, scalzando il gruppo Allianz, ora quarto (lo scorso anno era sul podio) che ha raccolto 16,59 miliardi di euro e mantiene circa l’11,3% di quota di mercato.
Al quinto posto c’è, stabile, il gruppo Unipol, con 13,52 miliardi di raccolta e circa il 9,2% del mercato, seguito dal gruppo Cnp Assurance (7,62 miliardi di premi, 5,21% del mercato), il gruppo Axa (5,87 miliardi di premi, 4% circa del mercato), il gruppo assicurativo Mediolanum (4,46 miliardi di raccolta, 3% circa del mercato), il gruppo Reale Mutua (4,2 miliardi di premi, 2,87% del mercato); chiude la top ten il gruppo Bnp Paribas, con 3,8 miliardi di premi e il 2,61% di quote del mercato.

LA CLASSIFICA PER RAMI

Come anticipato, anche nella classifica 2022 il gruppo Generali domina anche la classifica per rami. Nel comparto danni il Leone di Trieste è primo con una quota di mercato del 20,57% e una raccolta di 5,6 miliardi; segue il gruppo Unipol, secondo con il 19,74% di quota e 4,5 miliardi di raccolta; chiude il podio Allianz con una quota del 12,93. Seguono Reale Mutua (6,1% del mercato), Axa (5,8), Intesa Sanpaolo Vita (3,4%), Zurich (3,5%), Vittoria (3,1%), Groupama Assicurazioni (2,2%) e Hdi (2%).

Nel ramo vita Generali (18,4% di quota di mercato) si consolida in prima posizione, precedendo Poste Vita, seconda con una quota di mercato del 16,3%. Al terzo posto, con una quota di mercato al 15,2%, c’è Intesa Sanpaolo, seguita da Allianz (10,7%), Cnp Assurances (7,2%), Unipol (5%), Mediolanum (4,1%), Bnp Paribas (3,5%), Crédit Agricole (3,3%) e Axa (3,2%).

DISTRIBUZIONE, STABILE LA QUOTA DEGLI AGENTI

Per quanto riguarda la distribuzione, nei rami danni il mercato resta saldamente in mano agli agenti, che nel corso del 2022 hanno intermediato premi per 26,1 miliardi, con una quota di mercato del 73,3%, grosso modo in linea con quella detenuta nel 2021 (era al 74%). Al secondo posto troviamo i broker, con 3,3 miliardi di premi e una quota dell’8,9%. La vendita diretta archivia nel danni una raccolta di 2,9 miliardi circa e una quota dell’8,3%, mentre gli sportelli bancari intermediano circa 3 miliardi di premi danni e vedono aumentare la loro quota di mercato all’8,6%% (dal 7,8% del 2021).

Ovviamente il discorso è diametralmente opposto per quanto riguarda i rami vita, dove gli sportelli bancari la fanno da padrone con 53,5 miliardi di premi intermediati e una quota del 56,8% del mercato. Al secondo posto troviamo gli agenti, con 14,1 miliardi di premi intermediati e un’incidenza del 15%; seguono i promotori finanziari/Sim (14,1 miliardi di premi, 15% del mercato), la vendita diretta (10,9 miliardi di raccolta e 11,6% di quota); chiudono i broker con 1,6 miliardi di premi intermediati e il 2% di quota di mercato.

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