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Mobilità, ecco le professioni più a rischio incidenti

Secondo la terza edizione di VertiMovers, a pesare sono soprattutto chilometri percorsi, stress ed età

17/09/2020
Verti, compagnia digitale del gruppo Mapfre, ha pubblicato oggi la terza edizione dell’Osservatorio VertiMovers, progetto di ricerca promosso dall’impresa assicurativa per sondare e approfondire le tendenze evolutive della nostra società. L’ultima indagine, disponibile da questo mese insieme alle precedenti anche in formato podcast su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast e Speaker, riguarda il grande tema della mobilità e, più nello specifico, l’influenza che la professione può avere sullo stile di guida.
A detta di Verti, tre sono gli elementi che più fanno la differenza nello stile di guida: chilometri percorsi, stress ed età. Sul primo punto, sulla base di una serie di dati raccolti da Istat e Assolombarda, l’indagine evidenzia che le percorrenze stradali e il numero di veicoli sulla strada risultano i fattori di contesto che influenzano maggiormente il tasso di incidentalità: le persone più a rischio sono quindi quelle che trascorrono tante ore alla guida per motivi lavorativi. In questo contesto, il primato di vulnerabilità ai sinistri va non sorprendentemente agli agenti di commercio, con un tasso di frequenza pari all’8,85%.
Altro fattore di rischio è dato poi dallo stress, che può provocare distrazioni, stanchezza e violazioni al codice della strada. Numerose ricerche hanno già riconosciuto il lavoro come una delle principali fonti di stress, mettendo in evidenza una correlazione fra stress e incidenti e infortuni sul lavoro. Una ricerca di The Recovery Village ha stilato la classifica delle professioni più esposte a condizioni di stress: militari, vigili del fuoco, poliziotti, dirigenti aziendali, chirurghi e insegnanti. Evidenze che si riflettono anche sui numeri rilevati da Verti: il tasso di frequenza sinistri di imprenditori (7,95%), insegnanti (6,88%), medici (6,78%) e dirigenti (6,36%) risulta abbastanza elevato e quindi in linea con quanto emerso dalle ricerche su stress e professioni.
L’ultimo elemento è dato dall’età. E qui i risultati confermano la percezione del senso comune: studenti e pensionati, rispettivamente con l’8,39% e il 6,89%, sono tra le categorie con l’indice di frequenza sinistri più elevato. Se si considerano anche gli incidenti in moto, la cerchia degli studenti passa in vetta alla classifica, sottraendo il triste primato agli agenti di commercio.

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