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Triade Sicura, 89 persone indagate a Livorno per truffa

Dieci le misure cautelari emesse per aver messo in scena falsi sinistri o gonfiato danni. Tra gli indagati c’è anche il cantante Enrico Nigiotti

19/06/2020
I Carabinieri di Livorno hanno eseguito 10 misure cautelari per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”. Gli indagati simulavano lesioni, procuravano danni aggiuntivi alle auto per dimostrare la gravità degli incidenti, con ulteriori danni inventati di sana pianta. Il metodo era quello della “Triade sicura” come il nome della lesione al ginocchio che avrebbe fatto ottenere un risarcimento certo. Per ogni incidente, i vertici dell’organizzazione si servivano di un minimo di tre persone compiacenti.

Nigiotti si difende

Coinvolte nelle indagini ci sono complessivamente 89 persone, per 18 di esse l’accusa è di associazione per delinquere, mentre le altre 71 persone indagate a piede libero. Fra di esse figura anche il cantante Enrico Nigiotti: l’artista sarebbe coinvolto per un risarcimento di 12mila euro in seguito a un incidente stradale avvenuto nel febbraio del 2018, nel comune di Sanremo. Il cantante, in una nota pubblicata sulla sua pagina Facebook, conferma di essere indagato, dichiarandosi però estraneo a ogni fatto illecito.
“Riguardo l'operazione Triade Sicura - scrive Nigiotti - che oltre me vede indagate altre 71 persone con una serie di sinistri stradali, attualmente non sono a conoscenza degli atti di indagine avendo saputo solo il titolo di reato per il quale si sta procedendo. Io sono rimasto coinvolto un anno fa in un brutto incidente stradale nel quale ho rischiato la vita”. Nigiotti dice di confidare nella possibilità di chiarire il prima possibile la propria posizione “ma, al momento, devo ancora ricostruire i fatti e recuperare i documenti relativi al risarcimento del danno derivante da quel sinistro. Ho piena fiducia nella magistratura e valuterò con il mio avvocato le iniziative da intraprendere a tutela della mia persona. Al momento – conclude – posso solo dichiarare la mia estraneità a qualsiasi fatto di natura illecita, avendo sempre agito nel pieno rispetto della legge”.

Le indagini

L’attività investigativa è iniziata nel maggio 2019, nei confronti di un medico legale operante a Livorno. Gli approfondimenti degli inquirenti hanno consentito di prospettare la sussistenza di una collaudata rete di professionisti, composta da sette medici e tre loro collaboratori, sei avvocati, un fisioterapista e un esperto informatico. Al medico legale (per il quale è scattata l'interdizione all'esercizio della professione) e a sua moglie sono stati sequestrati quattro immobili (una villa, due appartamenti, uno studio) nonché 57 quadri di diversi artisti italiani (tra gli altri Guttuso, Schifano, Carrà, De Pisis e Fattori), una scultura e anche un'anfora romana: il valore complessivo dei beni sequestrati supera i due milioni di euro.
L’organizzazione si occupava di falsificare la documentazione sanitaria e informatica relativa a sinistri stradali, allo scopo di ottenere illeciti risarcimenti da parte delle compagnie assicurative. In totale sono 35 gli incidenti per i quali l’associazione avrebbe chiesto e ottenuto da importanti gruppi assicurativi risarcimenti di danni fisici, biologici ed esistenziali sovrastimati, per un valore complessivo di circa 650mila euro. Sarebbero inoltre in corso accertamenti per ulteriori sei sinistri in fase di liquidazione. Oltre agli associati, le altre 71 persone coinvolte negli incidenti avrebbero, secondo gli inquirenti, consentito l’alterazione dei loro referti medici; nei loro confronti è stato notificato un avviso di garanzia per il reato di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona.

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