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Sna festeggia un secolo di storia

Il sindacato ha celebrato venerdì scorso al Palacongressi di Rimini i cent’anni di attività: un’intera giornata fra dibattiti, confronti e momenti di riflessione per ripercorrere insieme i traguardi dell’associazione e gettare uno sguardo alle sfide che attendono gli agenti assicurativi nel prossimo futuro

21/10/2019
Un secolo di storia per Sna. Il sindacato nazionale degli agenti assicurativi, istituito nel 1919 con l’altisonante nome di Associazione fra gli agenti di privati istituti di assicurazione, ha tagliato ufficialmente il traguardo dei cent’anni di attività. E ha voluto celebrare l’atteso evento dedicando un’intera giornata alla storia della sigla sindacale e al ruolo sociale che gli agenti assicurativi, oggi come cent’anni fa, sono chiamati a ricoprire. Agenti, broker, autorità e operatori del settore hanno così animato venerdì scorso il palco del Palacongressi di Rimini per ripercorrere insieme le tappe fondamentali dell’associazione e per guardare con coraggio alle sfide che potrà riservare in futuro un mercato in continua evoluzione.
Proprio sul concetto di coraggio, in apertura delle celebrazioni, si è a lungo soffermato il reporter di guerra Fausto Biloslavo. “Non parto mai per un reportage senza aver prima sottoscritto una polizza sulla vita”, ha subito rotto il ghiaccio, di fronte a una nutrita platea di intermediari e addetti ai lavori, il giornalista che vanta nel suo curriculum il racconto di conflitti che hanno insanguinato Libano, Jugoslavia, Cecenia, Afghanistan e Iraq. “In ogni lavoro ci vogliono passione e coraggio”, ha quindi aggiunto ripercorrendo con la platea alcuni dei momenti più drammatici della sua carriera. “Ci vuole coraggio per iniziare una nuova attività – ha osservato – e ci vuole coraggio per rialzarsi nei momenti di difficoltà”. In particolare, ha chiosato, ci vuole coraggio per affrontare il cambiamento. “Sono passato dalla macchina da scrivere al telefono satellitare, fino ad arrivare ai device tecnologici di ultima generazione: è cambiato tutto, anche il modo di fare la guerra – ha concluso – ma sono andato avanti perché nessuno deve avere paura di cambiare”.

UN RUOLO DA PROTAGONISTA
E di cambiamenti, nel suo secolo di storia, lo Sna ne ha visti parecchi. “Sna è nato cento anni fa, ha attraversato tutta la storia dell’industria assicurativa”, ha affermato il presidente Claudio Demozzi nelle battute iniziali della sua relazione. “Un’industria nata fragile – ha aggiunto – ma ben presto consolidatasi grazie soprattutto all’inesauribile opera quotidiana degli agenti nella diffusione presso gli italiani della conoscenza dei contratti assicurativi”.
In cent’anni, ha osservato, gli agenti sono passati da una situazione di sostanziale “monopolio del mercato assicurativo” a una moltiplicazione di canali distributivi in cui, sebbene gli agenti continuino a mantenere un ruolo preponderante, trovano spazio anche banche, uffici postali e strumenti di vendita online. “Necessitiamo di regole uguali per tutti”, ha affermato Demozzi, avanzando richieste ai rappresentanti delle autorità presenti in sala: dalla trasparenza tariffaria alla revisione del sistema bonus-malus, passando per un maggior controllo dei sistemi di vendita online e per i dettagli di quello che sarà il nuovo accordo nazionale con le imprese assicurative. L’agente, ha chiosato Demozzi, è una figura professionale “destinata a ricoprire, anche in futuro, un ruolo da protagonista nella distribuzione assicurativa in Italia: è meritevole, anche per questo, della più alta considerazione e rispetto”.

LA POSIZIONE DEL MERCATO
Sull’evoluzione del mercato si è soffermato anche Riccardo Cesari, consigliere dell’Ivass. “Il settore della distribuzione assicurativa sta vivendo una fase di forte fermento: le nuove discipline stanno modificando il lavoro del distributore, allargando lo spazio di supervisione dell’autorità del settore”, ha affermato. In questo scenario, ha assicurato Cesari, l’obiettivo dell’Ivass è garantire “un level playing field a tutti gli operatori del settore". Ed è in quest’ottica che vanno letti “la riorganizzazione del settore che abbiamo intrapreso, con la definizione di una struttura volta a garantire un indirizzo unico per il mercato” e, ha aggiunto, l’impegno messo nella costituzione in tempi rapidi dell’arbitro assicurativo, “un organismo che potrà contribuire a far diminuire ulteriormente il numero di reclami”.
Parole di apertura sono arrivate anche da Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania. “Il binomio Ania-Sna ha contribuito alla crescita del settore assicurativo e al consolidamento del modello distributivo agenziale”, ha esordito. “Il dialogo e il confronto – ha aggiunto – ci devono guidare anche in questo momento storico, caratterizzato da fattori socio-economici in costante mutamento, come l’aumento della speranza di vita, la diminuzione della natalità e l’innovazione tecnologica”. Il primo momento di confronto, come noto, sarà la prosecuzione del tavolo per il rinnovo dell’accordo nazionale. “È un impegno – ha concluso – che affrontiamo con serietà e determinazione: confido che sapremmo trovare una giusta sintesi per scrivere un altro capitolo della grande storia delle assicurazioni”.

L’EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA
Dopo i saluti dell’on. Galeazzo Bignami, deputato di Forza Italia, e di Simona Vicari, che da parlamentare nel 2012 portò avanti la riforma sulle collaborazioni, la sessione mattutina si è avviata alla conclusione con una tavola rotonda in cui politica, amministrazione e autorità si sono confrontati sugli effetti che l’evoluzione normativa sta avendo sul mercato. Tanti, come facilmente intuibile, i punti di riflessione, tutti accomunati da un concetto che sembra aver mosso il legislatore negli ultimi anni: la tutela del consumatore. “La direttiva Idd ha posto al centro la fiducia del consumatore”, ha affermato Massimo Greco, dirigente della quarta divisione del ministero dello Sviluppo economico. Lungo la stessa linea si muovono le iniziative successive, come la già citata istituzione di un arbitro assicurativo a cui, ha spiegato, “saranno demandate la decisione sulle interpretazioni contrattuali”. Anche la normativa sui dati personali ha registrato una profonda revisione, volta a tutelare maggiormente il cliente ma anche, a detta di Giuseppe Busia, segretario generale del garante della Privacy, a sostenere il lavoro degli agenti. “È una normativa che aiuta il settore perché – ha osservato – garantisce quella trasparenza utile a creare fiducia fra intermediario e cliente”.
Molto tuttavia resta ancora da fare. Giovanni Calabrò, direttore generale Tutela del consumatore dell’Agcm, ha sottolineato come la contrattualistica resta “molto complessa e non sempre si ha il tempo di studiare tutti i dettagli del contratto: il ruolo dell’agente resta fondamentale per trasmettere al consumatore tutte le informazioni utili su quello di cui ha bisogno”. Sul tema è intervenuto anche Andrea De Bertoldi, parlamentare di Fratelli d’Italia che ha recentemente presentato un disegno di legge sull’intermediazione assicurativa. “È un ddl che punta su plurimandato e annualità delle polizze: sono fattori – ha affermato – che significano concorrenza, qualità del servizio, minori costi e più lavoro per tutti”. 

IL RUOLO SOCIALE DELL’AGENTE
Apertura della sessione pomeridiana di respiro internazionale, con i saluti di Andrè Lamotte, past president del Bipar, e l’intervento di Jean Francois Mossino, presidente della commissione agenti del Bipar. “Anche in Europa insieme possiamo fare moltissimo, ha detto Mossino. “L’Italia – ha aggiunto – ha molto da offrire agli altri Paesi: siamo l’unico Stato in Europa ad avere un accordo nazionale con le imprese assicurative e abbiamo il dovere di dare il nostro contributo”.
Dopo il saluto di Vittorio Brambilla, nipote di quel Cesare Brambilla che fu primo presidente dello Sna, la giornata è proseguita con una tavola rotonda sul ruolo sociale degli agenti. “L’agente ricopre un ruolo fondamentale perché può fare davvero la differenza per il cliente: è un sarto che disegna un vestito su misura per le nostre esigenze”, ha esordito Silvia Castronovi, responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo. Un ruolo che in futuro sarà sempre più centrale, visto che, come ha osservato Roberto Novelli, responsabile dell’ufficio segreteria di presidenza e del consiglio dell’Ivass, “i giovani sentiranno con maggiore intensità le attuali esigenze e si troveranno a gestire nuovi rischi”. Per Dario Piana, presidente del comitato dei gruppi agenti di Sna, l’agente “gode ancora della fiducia del cliente e insieme possono costruire una soluzione adatta alle singole esigenze di copertura”. Dalla politica si attendono tuttavia risposte concrete. Anna Rita Fioroni, attualmente presidente di Confcommercio Professioni, ha portato alla platea la sua esperienza da promotrice, insieme a Simona Vicari, della legge sulle collaborazioni. Ora serve un cambio di passo. Per Alessandro Pagano, deputato della Lega, il ddl De Bertoldi va in questa direzione. “È una proposta antropocentrica – ha detto – perché rimette al centro le esigenze della persona”.

LE PROSSIME SFIDE
Chiusura della giornata con una tavola rotonda che ha gettato uno sguardo sulle sfide del prossimo futuro. Anticipato da un intervento di Mara Colla, presidente di Confconsumatori, il dibattito si è aperto con una forte apertura al dialogo di Elena Bellizzi, responsabile del servizio di vigilanza sulla condotta di mercato dell’Ivass. “Vogliamo rendere il confronto strutturato e periodico: è fondamentale per noi ascoltare e capire come si possa lavorare insieme per avere un mercato assicurativo più trasparente e competitivo”, ha affermato. Solo così sarà possibile risolvere questioni aperte come il Pog e le collaborazioni, su cui si è soffermato Carlo Galantini, consulente legale di Acb, o i rapporti fra agenti e imprese assicurative, come ha affermato l’avvocato Gianluigi Malandrino. Anche il ruolo della tecnologia attende una più chiara definizione. “Come Share stiamo facendo il possibile per mettere l’innovazione tecnologica al servizio del mercato assicurativo”, ha affermato Giuseppe Gulino, presidente del consorzio che rappresenta 30 aziende produttrici di software per il settore. Con la consapevolezza che, come ha chiosato Giuseppe Naso, vice presidente di Aiba, “in futuro soltanto agenti e broker potranno dare garanzie al consumatore, non certo una macchina”.

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