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Fpa e accordo nazionale: l'Ania riconvochi il tavolo

È la richiesta di Anapa, dopo la conclusione dell'indagine Antitrust sul plurimandato

Fpa e accordo nazionale: l'Ania riconvochi il tavolo hp_stnd_img
L'Ania utilizzi i soldi che ha risparmiato dalle mancate sanzioni di Antitrust per contribuire al salvataggio del Fondo pensione agenti, del cui default è responsabile al 50%". È questa la proposta che arriva da Anapa, attraverso il suo presidente, Vincenzo Cirasola. Il numero uno dell'associazione, invita ora la Confindustria delle assicurazioni anche a convocare "al più presto il tavolo di lavoro con le associazioni di categoria Anapa, Sna e Unapass per riscrivere un nuovo accordo collettivo", la famosa cornice, entro cui "si possano poi regolamentare gli eventuali contratti integrativi aziendali".

È l'auspicio di Cirasola all'indomani della risoluzione della vertenza tra le compagnie e l'Agcm per l'ostacolo alla diffusione del plurimandato, chiusa con l'accettazione degli impegni presi dalle imprese. Secondo Cirasola, tale esito non sarebbe una vittoria per gli agenti, né la sicurezza di un recupero della redditività attraverso un mercato più aperto. Anapa, al contrario, ritiene che la contrattazione collettiva di primo livello sia stata "fortemente indebolita", mentre banche e comparatori sono sempre più forti e in grado di erodere fette di mercato agli agenti.

"La categoria - è l'allarme di Cirasola - oramai è sotto attacco da parte delle banche, che sono sempre più interessate a entrare nel business della Rc auto". Un interesse palese nelle dichiarazioni del management e nei piani strategici degli istituti: a partire dall'intenzione di Axa di estendere la propria partnership con altre banche, oltre a Mps, per la distribuzione del prodotto auto; all'ingresso pesante di Intesa Sanpaolo, con la propria compagnia danni e Unicredit grazie ad Allianz; per non parlare di Poste Italiane. "Prendo atto con preoccupazione - aggiunge il presidente del gruppo agenti Generali - che la bancassurance anche nei rami danni sta diventando un mercato sempre più affollato".

Insomma, non basta la delibera di Antitrust, secondo Anapa, per cantare vittoria: "oggi si continua a festeggiare, a sentirsi vincitori - conclude Cirasola - quando laddove ci muoviamo non vediamo che insidie contro di noi".

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