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Ciclone Harry, compagnie in campo ma incertezza sui risarcimenti

Le imprese hanno già cominciato gli interventi, attivando i propri protocolli, ma Confesercenti chiede al governo di chiarire le modalità di risanamento dei danni

Ciclone Harry, compagnie in campo ma incertezza sui risarcimenti
Assicurazioni in campo per le popolazioni colpite dal ciclone Harry, che si è abbattuto nei giorni scorsi sulle coste della Sicilia, soprattutto nella zona di Catania e nel messinese, in Calabria e Sardegna. Mentre il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ricorda che "da qualche mese in Italia l’assicurazione contro le catastrofi è obbligatoria", le principali compagnie sono al lavoro. 

È il caso di Generali, che ha attivato gli interventi previsti dal modello di gestione degli eventi estremi Generali Qui per voi, mettendo a disposizione degli agenti e dei clienti delle zone colpite dal ciclone il numero verde dedicato alle informazioni e alle denunce dei sinistri. Il canale telefonico si aggiunge a quelli già esistenti e all’attivazione della rete dei periti fiduciari e dei risanatori per la gestione dei danni.  

Allianz, dal canto suo, ha attivato dal 20 gennaio scorso il protocollo previsto in occasione delle catastrofi naturali, con azioni immediate a supporto di clienti, agenti e consulenti finanziari. Nelle zone colpite, le agenzie Allianz, i consulenti finanziari Allianz Bank e il personale del gruppo si sono attivati per offrire ai clienti il supporto necessario a fronteggiare l’emergenza. 
La compagnia ha messo in campo una task force per trattare in via prioritaria le denunce legate all’evento naturale e ha anche attivato il protocollo specifico per le imprese e gli imprenditori. I clienti di Allianz, Unicredit Allianz Assicurazioni, Allianz Direct e Allianz Bank hanno tutti a disposizione un numero dedicato. 

Al di là dell'impegno delle compagnie, Confesercenti ha sollevato dei dubbi sulle modalità di risarcimento, invitando il governo a non defilarsi: "la polizza cat nat obbligatoria per le imprese, per come è stata definita, non copre le mareggiate", sottolineano dall'associazione, in una nota. "Per questo - continua il commento - è assurdo richiamare la polizza come criterio per restringere o condizionare gli aiuti dopo i danni provocati dal ciclone Harry alle zone costiere di Sicilia, Sardegna e Calabria". 

Confesercenti teme che chi si è assicurato non sia rimborsato "perché l'evento non rientra nelle coperture previste, ma potrebbe comunque accedere ai contributi pubblici". Chi non è assicurato, invece, rischia di restare escluso anche dai ristori pubblici. 
A complicare ulteriormente le cose, aggiungono dall'associazione, ci sono gli scaglioni di entrata in vigore dell'obbligo: "bar e attività ricettive, che hanno avuto la proroga dell’obbligo al 30 marzo, potranno avere contributi pubblici anche se non assicurati", si fa notare, mentre per gli altri non sarà così. "Gli aiuti devono seguire il danno e la necessità di ripartenza dei territori: non si lasci indietro nessuno", conclude l'associazione.

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